Gioco
Cardinali show al festival del Vernacoliere
L'estro del direttore del più noto giornale satirico italiano mostra la bellezza della livornesità: prende storia e proverbi per trarne una spiegazione simbolica
LIVORNO. «L’Isis ha preso un pisano, lo vuole fare allo spiedo. Livornesi raccapricciati: sono meglio all’uccelletto!». È con questa “ultim’ora” che Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere, si presenta sul palco del Modigliani Forum (tantissime le persone presenti) durante la festa del suo giornale. Satira, cultura, storia, e tanto, ma veramente tanto, orgoglio dell’essere livornese. «Perché il livornese – spiega Cardinali – è una condizione dello spirito: a volte dei ponci, altre del sarcasmo».
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Una serata, quindi, per celebrare non solo uno dei mensili più famosi in Italia, ma anche la parlata labronica «larga e cantante, come la definisce Malaparte», e il nostro modo di essere «aperti e generosi, come affermava Caproni». La genialità del Cardinali risiede proprio in questo: dimostrare la bellezza dell’essere livornese, prendere i proverbi più celebri e darne una spiegazione storica e simbolica, così da dimostrare che «il Vernacoliere non è volgarità, perché alcuni termini, come “Topa” oppure “Culo”, sono dei personaggi con un loro significato rappresentativo, non possono essere banalizzati. L’essere volgare è altro».
È partendo dai riferimenti storici che Cardinali spiega perché il livornese non è un toscano: «Firenze, Pisa, Siena hanno tutte una loro nobiltà, che si è scontrata nella guerra tra guelfi e ghibellini. Livorno è un insieme di razze, etnie, ed è per questo che siamo definiti figli di “buona donna”».
«La nostra – afferma Cardinali – è una satira sociale, che cerca di mettere al centro i diritti dell’individuo, come quando attaccammo “la ricerca sugli embrioni pisani”, ma anche politica. È evidente il motivo per cui sono stato processato diverse volte: ad esempio, quando fui accusato di aver istigato all’odio razziale nel dire che papa Ratzinger aveva la “ghigna” a tedesco».
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Presente in platea anche il sindaco Nogarin, a cui Cardinali ha fatto riferimento diverse volte: la prima, criticando le tasse comunali di oggi e riferendole a quando scrisse nel 1983 sulla «sovrimposta sulla “topa”, un bene essenziale». La seconda, parlando di politici e poltrone: «Se fossi un parlamentare – dice Cardinali – sarei preoccupato per il troppo lavoro: almeno il sindaco che ha tantissime cariche, si muove da una poltrona all’altra».
Al termine, Claudio Marmugi ha ringraziato «il mio unico maestro Mario Cardinali», ma anche «le moltissime forze dell’ordine presenti, non ci aspettavamo una loro presenza così massiccia. Forse diamo fastidio a qualcuno». La serata si è conclusa con Andrea Camerini e i suoi video del Grezzofilm.
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