Il Tirreno

Livorno

l’arci risponde all’ASSESSORE

«Nessun favoritismo: stop a illazioni paramafiose»

di Carlotta Nigiotti
«Nessun favoritismo: stop a illazioni paramafiose»

LIVORNO. «Per comprendere la gravità delle decisioni prese dalla giunta basta dire che hanno messo d’accordo me, Cannito, Amato e Raspanti», ironizza Marco Ruggeri con Cannito, presenti alla...

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LIVORNO. «Per comprendere la gravità delle decisioni prese dalla giunta basta dire che hanno messo d’accordo me, Cannito, Amato e Raspanti», ironizza Marco Ruggeri con Cannito, presenti alla conferenza stampa indetta da Arci riguardo ai tagli al sociale e alle dichiarazioni dell’assessore Dhimgjini.

«L’assessore ha la piena legittimità di prendere le decisioni che ritiene idonee, ma non creando una cortina di inquinamento e di insinuazioni sul lavoro degli operatori che gestiscono le nostre strutture di accoglienza per soggetti con complessità sociale ed esistenziali- così Marco Solimano, per Arci Solidarietà, risponde alle accuse mosse a mezza bocca dall’assessore Dhimgjini- Arricchimento di amici, illazioni illegali e favoritismi non esistono. Non si accettano più i linguaggi paramafiosi-infamatori».

Spinto dalla necessità di fare chiarezza, Solimano presenta la storia dei servizi inquisitori: «Si parla di reinternalizzazione ed affidamento diretto illegale dei servizi, cosa che a noi giunge nuova. Prima di tutto la questione delle Social Card, gestite per un anno da Caritas e poi da Arci: l’ammontare annuo era di 13000 euro, con cui era retribuita un’operatrice che gestiva il front office ed altre spese come elettricità e mobilia. Essendo un lavoro delicato, potevano crearsi situazioni che mettevano a rischio l’incolumità dell’operatrice, è stata necessaria l’assunzione della Security che ha causato un esubero non accettato dalla giunta che ci ha tolto la gestione».

«L’altro punto sono le residenze di soccorso, luogo di ritrovo per soggetti emarginati e persone con disturbi di tossicodipendenza, con un costo annuo di 12000 euro. – continua Solimano - Nel 2000 il punto di ascolto è assunto dai piani zonali come risorsa per soggetti fragili, con un piccolo contributo economico per pagare gli operatori che li accompagnano 24 ore su 24 verso l’autonomia e la responsabilizzazione. Ma ora la giunta vuole trasferire all'anagrafe il servizio per le residenze: assurdo».

Fa eco il capogruppo Pd Ruggeri: «Siamo difronte all’ignoranza totale con cui si adotta un protocollo che riporta al 1937. Io non ci sto. Stanno solo tagliando, creando un buco in un settore delicato senza avere idea di quando verrà risanato; non stanno facendo loro riforme, ma sono i tagli che fanno le riforme. Si ignora la Costituzione: il diritto alla sussidiarietà al 3° settore, una delle conquiste civili più grandi. Vadano a rivalutare il bilancio e blocchiamo il taglio al sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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