Il Tirreno

Livorno

Muore d’infarto a 55 anni dopo l’esame al cuore

di Federico Lazzotti
Muore d’infarto a 55 anni dopo l’esame al cuore

Livorno, Sergio Mazzoni, paziente cardiopatico, si è presentato venerdì 27 febbraio al pronto soccorso con forti dolori al petto, inutili i soccorsi

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LIVORNO. Pochi minuti prima dell’attacco cardiaco che gli è costato la vita era stato sottoposto all’esame per verificare la salute meccanica del suo cuore. E il test - spiegano dal pronto soccorso - aveva dato un risultato positivo. Invece Sergio Mazzoni, 55 anni, paziente cardiopatico, è morto poco dopo l’esame a causa di un infarto che ha azzerato l’attività elettrica del suo cuore. I medici e gli infermieri del pronto soccorso di Livorno per almeno quaranta minuti hanno cercato di rianimarlo, ma senza successo. «Per salvarlo - si lascia scappare chi lo ha seguito - sarebbe dovuto venire in ospedale con un giorno di anticipo. Solo così sarebbe stato possibile sottoporlo a una terapia risolutiva».

Al contrario Mazzoni si è presentato al pronto soccorso intorno alle 20,10 di venerdì sera. «Ho forti dolori al petto», avrebbe spiegato all’infermiera che lo ha accolto all’accettazione. Un quarto d’ora più tardi, è la ricostruzione dell’Asl 6, il paziente è stato fatto entrare al triange per verificare le condizioni del cuore. Qui il paziente è stato sottoposto al test per verificare la capacità meccanica del cuore. «L’esame non ha rivelato alcun problema».

Nonostante questo però il cinquantacinquenne ha continuato ad accusare forti dolori al petto. La crisi è arrivata pochi minuti più tardi. A questo punto Sergio Mazzoni è stato trasferito d’urgenza della choc room. Dagli esami ai quali è stato sottoposto l’équipe medica si è accorta che l’attività elettrica del cuore era completamente assente. È cominciato da questa certezza la corsa nel tentativo di salvarlo. «Per quasi un’ora abbiamo cercato di rianimarlo». Ma senza successo. Il decesso del paziente è stato dichiarato alle 21,30.

La salma del cinquantacinquenne è già stata restituita alla famiglia che per il momento non ha richiesto ulteriori accertamenti per verificare se la morte del loro caro poteva essere evitata. Vero è che Mazzoni, - come spiegano dall’Asl 6 - era un paziente a rischio vista la manifesta cardiopatia.

È altrettanto vero che l’evolversi degli eventi: l’arrivo in pronto soccorso con quel forte dolore al petto, l’esame tempestivo al quale è stato sottoposto senza però che gli strumenti riconoscessero il problema e l’esito finale, hanno, visti loro complesso, il sapore di un dramma paradossale.

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