LIVORNO. La comunità albanese contro l’assessore albanese della giunta Nogarin. Chi l’avrebbe mai detto, otto mesi fa, che Ina Dhimgjini sarebbe stata costretta a difendersi dal numerosissimo gruppo di suoi connazionali che risiedono in città? E invece la battaglia sociale (e politica) evidentemente non fa sconti neanche alla... connazionalità. E così ieri alla volta della Dhimgjini è arrivato l’attacco di Denata Demiri, che della comunità albanese di Livorno è presidente, ma che - va ben specificato - è anche esponente del Pd (e candidata alle primarie dem 2013 con Jari De Filicaia). Evidanti, quindi, i contrasti politici.
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Demiri ha chiamato la stampa, scegliendo giorno e ora dello sfratto di un suo connazionale, per mettere in luce le criticità che ultimamente si sono acuite a seguito degli ulteriori tagli al "terzo settore" decise dal Comune di Livorno e recentemente annunciate dall’assessore al sociale Ina Dhimgjini. «Siamo più di 5.000 membri, ma per l'assessore non ci siamo, non ci dà una mano. È inutile che la mia connazionale Ina scriva le lettere al Papa per la solidarietà con la Caritas, se poi non considera neppure i bisogni di chi è in difficoltà. L'assessore fa finta di non conoscere una situazione cittadina disastrosa: ci sono realtà di povertà assoluta, ma non c'è nessuna tutela per queste», ha detto Demiri. Spiega poi la motivazione pretestuosa per la quale è stata indetta questa conferenza stampa: «Dati i fatti così negativi che stanno accadendo ultimamente, i presidenti delle varie comunità di stranieri a Livorno stanno dando vita ad un'associazione per avere una comunicazione più diretta ed ufficiale con le istituzioni locali, che, in particolare in questo momento così difficile, non ci ascoltano».