Il Tirreno

Livorno

«Io invalido e disoccupato non ho i soldi per l’affitto e mi sfrattano»

Aveva appena finito di raccontare il dramma delle "nuove povertà degli stranieri" in città, quando a casa sua, in via delle Conce numero 5, in zona San Jacopo in Acquaviva, è arrivato l'ufficiale...

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Aveva appena finito di raccontare il dramma delle "nuove povertà degli stranieri" in città, quando a casa sua, in via delle Conce numero 5, in zona San Jacopo in Acquaviva, è arrivato l'ufficiale giudiziario per sfrattarlo. Ismaele Sefa, 62 anni albanese, ex elettricista, attendeva lo sfratto con la moglie Neta, che con occhi arrossati e lacrimosi ha scelto la via del silenzio.

Ismaele ha vissuto in questa casa per molti anni e per un po' ha potuto pagarsi l'affitto (ridotto grazie ad un accordo con i proprietari), salvo poi perdere il lavoro di elettricista a seguito di una serie di interventi al cuore che l'hanno reso invalido al 66%. «Dopo aver perso il lavoro per le condizioni di salute, non ce l'ho più fatta a pagare l'affitto - racconta -. Qui intorno ci sono vari appartamenti vuoti, ma a quanto pare noi dobbiamo andarcene e resteremo senza casa. Ho anche dei figli, due abitano qui a Livorno, gli altri sono in Albania, ma per loro è difficile ospitarci».

Denata Dimiri, presidente della comunità albanese, lì accanto, spiega la sua indignazione: «Ismaele Sefa ha un cuore di plastica e 62 anni, sta male e non ha diritto ad una casa. La giustizia questa mattina farà il suo dovere, ma non verranno rispettati i diritti fondamentali dell'uomo».

Risponde l'avvocato e co-proprietaria dell'immobile affittato, Simona Lenzi: «Noi abbiamo cercato di venire incontro agli inquilini il più possibile, ma sono due anni che non pagano. Sono stati fatti sconti sull'affitto, sospensioni e proroghe, ma noi proprietari non abbiamo percepito nessuna indennità. Adesso siamo al quinto richiamo. Oltretutto il signore è anche in lista per le case popolari, non tutto è perduto".

I vicini vengono a curiosare e sembrano molto diffidenti nei confronti dell'inquilino albanese, così l'avvocato Lenzi spiega: "Ismaele non ha neppure abitato qui negli ultimi 6 mesi. Pare sia stato in ospedale e poi a casa della figlia in Albania. È tornato qui da poco appositamente per questa messa in scena».

Alle ore 9.55, all'arrivo dell'ufficiale giudiziario, Ismaele consegna spontaneamente le chiavi, evitando complicazioni e l'intervento della polizia. «Che cosa cambierebbe? Per dignità preferisco uscire spontaneamente».

(Lor.Tac.)

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