Il Tirreno

Livorno

Primarie Pd, i riparatori fanno pubblicità per Lenzi e scoppia il caso

di Juna Goti
L'inserzione pubblicitaria apparsa sul Tirreno di venerdì 27 febbraio
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L'inserzione pubblicitaria apparsa sul Tirreno di venerdì 27 febbraio

Livorno, scrive il presidente della commissione di garanzia e si riunisce il comitato organizzatore

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LIVORNO. Alla vigilia delle primarie per l’elezione del segretario comunale del Pd scoppia il caso politico. A scatenarlo è stata la pubblicità uscita venerdì 27 febbraio sul Tirreno: a comprare lo spazio pubblicitario è stata l’Associazione riparatori navali di Livorno, che in un testo a difesa del settore delle riparazioni navali ha inserito anche un esplicito invito a votare Alberto Lenzi alle primarie in programma domenica 1 marzo dalle 8 alle 20 (gli altri candidati sono Sonia Filippi, Pietro Caruso e Federico Bellandi).

Apriti cielo. All’indomani della pubblicazione, nella sede Pd di via Donnini hanno iniziato ad arrivare e-mail, telefonate e avvisi di possibili ricorsi. Il presidente della commissione territoriale di garanzia, Roberto Brilli, ha preso carta e penna per ricordare che “l’articolo 8 del Regolamento per le primarie comunali vieta esplicitamente “l'acquisto di spazi pubblicitari e mezzi di propaganda a pagamento su giornali e tv locali“. “Mentre – ha poi aggiunto - è consentito il sostegno di soggetti esterni al partito a un candidato nelle forme e nei limiti predefiniti in ambito regolamentare”. “La forma dell’iniziativa assunta – ha poi sottolineato Brilli - pur apparendo come scelta autonoma e specifica dell’Associazione riparatori navali, ha oggettivamente introdotto un elemento turbativo nel normale svolgimento della campagna elettorale per le primarie”. Campagna che fino a oggi, “nel suo complesso, si è sviluppata bene attraverso un libero confronto politico tra i candidati”. “Ora quindi – conclude - occorre un impegno coerente e rispettoso delle regole da parte dell’insieme del partito per promuovere la più larga partecipazione degli iscritti e dei cittadini alle primarie”.

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Venerdì 27, nel pomeriggio, si riunirà il comitato organizzatore delle primarie: Lenzi rischia un provvedimento disciplinare, fino anche all’esclusione dalla competizione? “Insieme alla commissione di garanzia – risponde il responsabile del comitato organizzatore, Roberto Ceccarini – faremo le valutazioni del caso. A mio avviso, se si interpreta alla lettera il regolamento no: qui c’è un soggetto privato che sponsorizza un candidato e paga un’inserzione". Insomma, non è stato direttamente il candidato a fare pubblicità (caso vietato dal regolamento), quindi la competizione non dovrebbe essere inficiata. "Ma dal punto di vista politico - riprende - andrà fatta una valutazione collegiale con gli organi provinciali, fino anche al possibile coinvolgimento di quelli regionali e nazionali. Ripeto, andrà fata una valutazione collegiale: dal punto vista letterale non mi sembra ci siano gli estremi per l’esclusione, ma dal punto vista politico è quantomeno improprio se qualcuno si fa fare pubblicità da un soggetto esterno. Lo dico a titolo personale: rischia di essere come la casa di quel politico che non sapeva se l’aveva comprata…”.

Intanto su Facebook, di prima mattina, Lenzi ha pubblicato questo post: “Non ho ancora comprato il giornale ma mi hanno avvisato di inaspettati attestati di stima da parte di lavoratori per cui mi sono speso anche ieri sera nel confronto tv. Io di politica non ci mangio ma queste soddisfazioni già mi ripagano di tutto. Grazie, sono stupito e commosso, veramente un abbraccio a tutti i lavoratori!”.

Poco dopo Roberto Pardini, in qualità di direttore dell’Associazione riparatori navali, ha chiarito di essere il committente dell’inserzione pubblicitaria. “In questi mesi ci siamo rapportati con il mondo della politica e dei sindacati – spiega – e abbiamo avuto soddisfazione dalla Uilm e riscontrato in Lenzi la volontà di confrontarsi. E’ questo che chiediamo: confronto, perché siamo convinti che la nostra città abbia bisogno delle riparazioni. Per questo abbiamo fatto la pubblicità. Lenzi – sottolinea – non sapeva della nostra iniziativa”.

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