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L’aumento Irpef non basta: i soldi 2014 per coprire il buco
Livorno, l’assessore Lemmetti: «Rispetto alla prima bozza di bilancio abbiamo abbassato la pressione fiscale di 1,7 milioni»
LIVORNO. Aliquota Tasi riportata al 2,5 per mille, per rispettare la Legge di stabilità. Addizionale Irpef aumentata allo 0,8% per tutti gli scaglioni di reddito, per riequilibrare il bilancio. Più un ulteriore recupero di risorse, con la riduzione delle previsioni di spesa corrente per 1,7 milioni. Gianni Lemmetti snocciola i punti salienti della manovra cui è chiamata la giunta per coprire il buco di 6,7 milioni che si è aperto in bilancio, dopo che l’amministrazione ha voluto approvare l'aumento della Tasi al 3,5 per mille, nonostante il governo avesse già annunciato l’intenzione (poi diventata legge) di fissarne il tetto al 2,5.
In seconda commissione non mancano perplessità e sorprese, come quando l'assessore dichiara di aver "abbassato di 1,7 milioni la pressione fiscale nel 2015" (riferendosi però all'entità degli aumenti già approvati in passato) o dà notizia che, nonostante i tagli alla spesa corrente, la maggior parte dei relativi servizi sarà comunque garantita grazie all'avanzo di bilancio generato nel 2014 dalla precedente amministrazione.
Tasi giù, stangata Irpef. Al termine del caotico consiglio comunale del 23 dicembre, tutti, tra maggioranza e opposizione, sapevano che la giunta avrebbe dovuto rimettere mano al bilancio 2015. Da lì a poche ore, infatti, il governo avrebbe fissato il tetto della Tasi al 2,5 per mille. Addio dunque al 3,5 approvato dall'amministrazione. L'abbassamento del punto si traduce per il Comune in minori entrate per 6,7 milioni: da qui la necessità di far quadrare il bilancio in altro modo. La volontà della giunta è puntare sull'Irpef: come anticipato dal Tirreno, salvo improbabili ripensamenti (ieri gli atti hanno avuto parere favorevole dalla maggioranza, con le sole opposizioni contrarie) la percentuale dell'addizionale passerà allo 0,8% per tutti gli scaglioni di reddito. Una modifica che penalizza non chi ha i redditi più alti (chi guadagna più di 75mila euro avrebbe avuto comunque l'aliquota allo 0,8) ma le fasce più basse (chi era sotto i 15mila euro in passato pagava lo 0,4). Eppure Lemmetti afferma che in questo modo «per il 2015 è stata abbassata la pressione fiscale per 1,7 milioni di euro».
Le parole dell'assessore si spiegano con il fatto che, con questo aumento dell'Irpef, il Comune avrà maggiori entrate per 5 milioni, rispetto a quelle minori dalla Tasi di 6,7 milioni. Il contesto della "manovrina" è però quello di tutti gli aumenti di dicembre (quando la giunta aveva già approvato un incremento delle aliquote Irpef, all'epoca però in modo progressivo per i vari scaglioni di reddito). Basti pensare che, rispetto al 2014, il gettito complessivo della Tasi resterà sì fermo (per legge) a 16,8 milioni, ma quello dell'Irpef salirà di cinque milioni, e quello della Tari da 35 a 39,2 milioni.
Tagli alle spese e avanzo di bilancio. L'aumento dell'Irpef permetterà all'amministrazione di recuperare 5 milioni di euro a fronte dei 6,7 milioni in meno con l'abbassamento della Tasi. Resta perciò una differenza di 1,7 milioni, da reperire con il taglio delle spese correnti nei vari settori. Dopo aver dato mandato agli uffici di far pervenire alla giunta proposte per l'accantonamento dei singoli capitoli di spesa, è stato redatto un elenco con tagli che per molte voci incidono solo per poche migliaia di euro (grazie a economie negli interventi di manutenzione ordinaria, nella gestione dei servizi, ecc), ma che in altri casi riguardano somme ben più ingenti. Tra queste, nel documento spiccano i -314mila euro per "Servizi sociali - contributi mensa alunni", i -355mila per "Servizio di ristorazione" e i -192mila euro per il trasporto pubblico locale. Sono proprio le voci riguardanti istruzione e sociale a generare malumore tra i consiglieri. Almeno fino alla rivelazione di Lemmetti: "Con la riduzione della spesa per 1,7 milioni i conti tornano in equilibrio, ma l'azione amministrativa non ne risentirà, perché il 2014 si è concluso con un avanzo vincolato di bilancio di 1,6 milioni". Una cifra che può essere utilizzata subito per coprire quei capitoli di spesa sui quali, dal punto di vista contabile, saranno realizzati gli accantonamenti per l'anno 2015.
Tagli contabili o tagli reali? Tutto risolto? Non proprio. E non tanto per la differenza di 100 mila euro tra l'avanzo vincolato di bilancio del 2014 e i tagli alla spesa corrente del 2015 (1,6 contro 1,7 milioni). Quanto perché, sebbene l'assessore dica che «non ci saranno tagli sostanziali», dopo le richieste di precisazioni del consigliere Marco Ruggeri (Pd) si intuisce che alcuni tagli saranno reali. «Nell'usare l'avanzo di bilancio 2014 - fa notare a questo proposito Lemmetti - dobbiamo rispettare i vincoli. Per i capitoli di spesa nei quali abbiamo una corrispondenza con i vincoli dell'avanzo di bilancio, possiamo procedere immediatamente alla compensazione. Al contrario, per altre voci, questo non sarà possibile».
Da qui la richiesta dei consiglieri, di maggioranza ma soprattutto di opposizione, di conoscere nel dettaglio quali di quelle voci saranno effettivamente coperte dall'avanzo 2014 e quali invece rischiano di tradursi in tagli reali. Anche perché, come sottolinea Ruggeri, alcuni vincoli sono stati stabiliti da una decisione recente di questa giunta, e come tali «rappresentano una precisa scelta politica che, come nel caso del sociale, non possiamo certo condividere».
Le richieste di chiarimento dei consiglieri dovrebbero trovare risposta nel consiglio comunale del 4 marzo, quando sarà votata la manovra di riequilibrio di bilancio.
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