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Confindustria: «Darsena Europa, non perdete tempo»

Confindustria: «Darsena Europa, non perdete tempo»

Livorno, indispensabile che la variante del Comune arrivi prima che la Regione entri nel “periodo bianco”

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LIVORNO. «L’iter di approvazione della variante anticipatrice da parte del Comune va assolutamente completato prima che la Regione entri nel periodo di sola amministrazione ordinaria per l’intervallo preelettorale: oltrepassato quel limite sarebbe impossibile completare la procedura in tempo utile e dunque probabilmente salterebbe il Prg del porto e, con esso, di riflesso anche l’accordo per Livorno al quale stiamo lavorando tutti». Non ha esitazioni Umberto Paoletti, direttore della Confindustria livornese, quando gli si chiede l’urgenza numero uno del porto.

L’esponente dell’associazione degli industriali insiste sulla «tempestività»: la ripresa possiamo agganciarla – tiene a sottolineare – solo se «le decisioni marciano alla velocità giusta». Anche perché il porto ferroviario (con la direttissima in Darsena Toscana e lo “scavalco” verso l’interporto) può essere un’arma importante per riuscirci.

Ma non è l’unica cosa che nel bene e nel male bolle in pentola, sia chiaro. Il fatto che larga parte della vastissima area di bonifica in zona industriale-portuale sia passata dalla competenza nazionale (Sin) a quella regionale (Sir) «è un altro traguardo raggiunto grazie alla collaborazione fra enti locali, Regione e noi di Confindustria», dice Paoletti: garantisce «una fluidità maggiore nelle procedure e negli adempimenti». Anzi, – aggiunge – è stato creato uno strumento specifico di coordinamento in forza del quale la Regione riconosce Confindustria come mandataria delle proprie aziende per rappresentarle negli adempimenti.

Tutto ok? Nient’affatto: è il direttore confindustriale a spiegare che «la commissione tecnica regionale marcia troppo lentamente, con il passo da ordinaria amministrazione invece che da emergenza economica».

Per Paoletti il passaggio da “Sin” a “Sir” è «fondamentale per il marketing territoriale perché non si corre più il rischio di disperdere le energie nel mare magnum delle procedure di rango nazionale».

Qualcosa si muove: non sarà ancora una inversione di tendenza ma – avverte Paoletti – in qualche modo sembra cambiato il clima: «Piccoli spiragli ma c’è una luce accesa su Livorno».

Fra le novità che bussano alle porte ci sono anche i bandi in arrivo, oltre che per i bacini, per la privatizzazione della Porto 2000 («in realtà è semplicemente l’adeguamento alla normativa»). Ma qui si torna alla questione Prg, vista però dal lato dell’operatività. Lo snodo, secondo Paoletti, è riuscire a mettere in moto «gli spostamenti a catena di Cilp e Tco dall’Alto Fondale», l’una con la cellulosa verso il molo Italia e l’altro verso la Sponda Est.

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