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Livorno

Responsabilità civile, la protesta delle toghe

Responsabilità civile, la protesta delle toghe

Appuntamento per questa mattina alle 11 al Tribunale penale. L’Anm: una legge che va ridiscussa

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LIVORNO. Anche i magistrati livornesi si mobilitano contro la legge sulla responsabilità civile in via di approvazione in Parlamento.

L'appuntamento per la protesta è fissato per questa mattina alle 11 durante l'udienza penale collegiale al tribunale di Livorno. L'associazione nazionale magistrati nei giorni scorsi ha spiegato in un lungo comunicato le proprie ragione annunciando lo stato di agitazione.

«La legge sulla responsabilità civile che sta per essere votata dal Parlamento - si legge - continua a presentare aspetti di incostituzionalità, che l’Anm ha più volte denunciato: è stato eliminato il filtro di ammissibilità del ricorso; è stato inserito, come causa di responsabilità, il concetto di ‘travisamento del fatto e della prova’, così introducendo parametri di valutazione generici e avviando una sorta di infinito processo sul processo (che la parte soccombente, soprattutto se quella economicamente più forte, potrebbe utilizzare strumentalmente per colpire il giudice che gli dà torto). Abbiamo il dovere di segnalare con forza che questi meccanismi non producono efficienza, sono inutilmente punitivi nei confronti dei magistrati e appesantiscono il sistema. La soluzione di tali questioni va da subito affidata a iniziative non di mera testimonianza, ma che consentano ad ogni magistrato di sentirsi tutelato nel suo status e nel quotidiano esercizio delle proprie funzioni».

L'associazione magistrati, che per il momento ha fatto marcia indietro rispetto alla possibilità di dichiarare unno sciopero, propone l’indizione «di nuove riunioni di sezione o di ufficio, anche su sollecitazione delle giunte distrettuali, per la determinazione degli obiettivi di rendimento in relazione a carichi di lavoro sostenibili, per tenere conto del nuovo testo sulla responsabilità civile e delle possibili ricadute in tema di responsabilità disciplinare L’attenzione a questo specifico passaggio sulla responsabilità civile della magistratura non ci impedirà di continuare a chiedere alla politica di assumere le proprie responsabilità: perché affronti i veri problemi, che risiedono soprattutto in una domanda incontrollata di giustizia con sopravvenienze ingestibili, così scaricando il controllo di legalità e la risoluzione dei conflitti economico-sociali sui magistrati e sugli altri operatori di giustizia».

Quello che si intravede è un braccio di ferro tra politica e magistratura destinato a non risolversi così facilmente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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