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Porto 2000, venerdì niente sciopero di tre ore
La sospensione in attesa dell'incontro con i vertici della società che gestisce il porto passeggeri
LIVORNO. I lavoratori della Porto di Livorno 2000 non incroceranno le braccia oggi venerdì: lo sciopero avrebbe dovuto coinvolgere i lavoratori per tre ore, a fine turno. Lo stato di agitazione, per il momento, è fermo fino a martedì, quando il Cda della società che gestisce il servizio di accoglienza turisti incontrerà le Rsa (Cgil, Cisl e Uil). "Martedì scorso (il 24) – ha spiegato Fabio Bicchierini di Uil Tucs – avremmo dovuto incontrare il presidente Massimo Provinciali". Due le questioni che avrebbero dovuto essere dibattute: il bando di gara che porterà alla privatizzazione della Porto 2000, i problemi che riguardano l'esternalizzazione di alcuni servizi, nello specifico quelli di pulizia.
Ma l'incontro, previsto per le 11, è stato rimandato: "un passo indietro da parte della Porto 2000 – ha aggiunto Bicchierini. L'annullamento dell'incontro ci è stato comunicato per lettera, lo stesso martedì mattina. Provinciali ha ritenuto inopportuno l'atteggiamento che sta alla base delle manifestazioni di giovedì e venerdì scorso, ma i lavoratori hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso". Il personale della Porto 2000 aveva avuto, c'è da dire, già un incontro con il presidente martedì 17. Tuttavia, riprende il sindacalista, è arrivata una nuova apertura da parte della Porto di Livorno 2000 che, per martedì, alle 10, ha convocato una nuova riunione fra Cda e le Rsa: per questo motivo, tutte le decisioni riguardo cosa fare in futuro saranno prese dopo martedì. I sindacati chiedono, inoltre, maggiore chiarezza rispetto la procedura di privatizzazione, e una maggiore tutela dei lavoratori: circa 60 indeterminati, e 48 stagionali.
"Venerdì scorso, durante l'ultimo Comitato Portuale, siamo scesi sotto Palazzo Rosciano per ottenere risposte rispetto tre questioni: la della delocalizzazione della Cilp, il piano regolatore portuale, che riteniamo essere fondamentale, e i contratti concessione all'alto fondale – ha detto Enrico Barbini, delegato Cgil Rsu, Non sappiamo che cosa verrà scritto nel bando di gara: abbiamo bisogno di maggiore chiarezza e coinvolgimento, ci risulta solo che verrà inserita la clausola di garanzia occupazionale". A settembre, dicono i sindacati, la società sarà privatizzata: ci chiediamo, aggiungono, cosa succederà a gennaio senza piano regolatore, come il privato affronterà i problemi, quelli ad esempio che riguardano gli accosti con gli alti fondali.
Altro punto su cui insistono i sindacati riguarda, invece, il rispetto del Pot: alla pagina della privatizzazione della Porto 2000, il piano operativo triennale, ha sottolineato Barbini, sostiene che il bando di gara è strettamente legato alla pre-adozione del piano regolatore. "Un punto - insiste Barbini - sul quale saremo intransigenti. L'incontro di martedì – conclude – dovrà essere chiaro, ci aspettiamo delle risposte, se così non sarà proseguiremo con lo stato di agitazione. Stiamo pensando di rivolgerci a qualche ministro, o alla Regione". "I lavoratori – ha aggiunto Maria Grazia Macchia, Cisl – hanno bisogno di avere risposte chiare. Mi piacerebbe che il processo di privatizzazione ci fosse con la nuova dirigenza, ad aprile, non vedo dove sia scritto di muoversi con tutta questa urgenza. La porto di Livorno 2000 è una risorsa di Livorno che poteva essere gestita a livello locale". Gestita, ad esempio, dagli aeroporti di Pisa e Firenze, questa una delle ipotesi avanzata da Bicchierini.
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