Il Tirreno

Livorno

Gli operai Ifb in lotta ai cancelli della ditta

di Matteo Scardigli
Gli operai Ifb in lotta ai cancelli della ditta

Presidio in via delle Cateratte davanti all’azienda di concentrati di frutta In otto a rischio: «Una goccia nel mare dei licenziamenti, ora basta»

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LIVORNO. «Basta licenziamenti, il lavoro va tutelato, lavoratori Ifb in lotta». Ieri mattina hanno manifestato così, in modo pacifico, davanti ai cancelli dell’azienda in via delle Cateratte, i dipendenti a rischio della International Food Business: «Più che una manifestazione un grido di dolore», hanno ripetuto. Quasi un terzo dei lavoratori (6 operai e 2 impiegati su un totale di 22 persone) è a rischio licenziamento.

I vertici dell’azienda, che tratta e commercializza in Italia e all’estero il semilavorato del concentrato di frutta, parla di un «calo di lavoro», riconosciuto dagli stessi operai, che nel pomeriggio hanno incontrato anche l’assessore al lavoro. «Ma in caso di ripresa –ripetono fuori dai cancelli – cosa farebbe l’azienda? Ricorrerebbe agli interinali? I numeri fanno pensare a una strategia figlia del Jobs Act».

A spiegare cosa ha spinto i lavoratori a dare vita al presiodio è il portavoce Mirco Nesti: «Nel 2013, per evitare i licenziamenti, c’è stato il ricorso agli ammortizzatori sociali, che scadranno a fine mese. Con l’azienda ci sono stati già due tavoli di concertazione nell’ultima settimana, ma non si è trovato l’accordo. Con l’ultima offerta ci proponevano la cassa integrazione (perché per la solidarietà sembra che non ci siano più soldi) per cinque mesi a partire da marzo, a condizione che concordassimo i criteri di licenziamento insieme ai sindacati a tutela dell’azienda».

«In cambio – riprende il lavoratore – avevamo proposto una riduzione degli esuberi ed una mobilità incentivata un po’ più sostanziosa, nel rispetto dei criteri di legge».

Alla fine «nell’assemblea di lunedì abbiamo votato e deciso di non accettare, considerando che la proposta ci è sembrata un’elemosina, oltre che un rischio per lo stesso funzionamento della ditta: sei operai rappresentano un esubero del 50 per cento in produzione. E in caso di ripresa del lavoro? Ci viene da pensare che si pensi già a far ricorso agli interinali».

«Oggi siamo qui – conclude – perché la situazione a Livorno è tragica, perché la perdita del posto di lavoro è un vero e proprio grido di dolore, e ormai ci rimane un ultimo passo prima del baratro. Siamo una piccola goccia in mezzo a un mare di licenziamenti, forse la goccia che fa traboccare…».

Il sostegno alla vertenza dell’Unione sindacale di base è nelle parole di Diego Perez: «Ifb è il tassello emblematico di un mosaico più vasto che vede la città morire lentamente». Stasera alle 21.30, fa sapere il sindacalista, all’ex cinema Aurora è in programma un’assemblea del Coordinamento lavoratori e lavoratrici livornesi. «È un’assemblea aperta, tenteremo di organizzare un momento di mobilitazione cittadina come quello del 15 novembre».

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