Toscana
Schiaffi fra Comune e Authority per l’assunzione contestata
L’istituzione portuale prende per chiamata diretta un’addetta Alp, dopo la Cisl anche la giunta s’infuria L’assessore Martini: dovevate fare il bando pubblico. Gallanti: macché, non avete titolo per dirci nulla
LIVORNO. Finora la polemica su una assunzione per chiamata diretta all'Authority aveva visto sul ring solo il leader della Cisl («modalità assurda perché è in cofrso una selezione pubblica») e il segretario generale di Palazzo Rosciano. Ieri è scoppiata la bomba dello scontro istituzionale fra il Comune e l'Autorità Portuale, dopo che l'assessore Martini aveva contestato aspramente la modalità di quell'assunzione, giudicandola fuori dalle regole e chiamando in causa il presidente Gallanti. Tempo pochi minuti ed ecco che proprio Gallanti mette nero su bianco un contrattacco solo apparentemente pacato: in sostanza, rivendica la correttezza della scelta e dice che il Comune non ha titolo per dir qualcosa su quanto decide l'Authority.
Resta da capire quanto pesi – in questa come in altre polemiche – il duello all'Ok Corral sul toto-nomi per la guida dell'Authority: non ha a che fare solo con la carriera di questo o quel candidato ma soprattutto con gli equilibri di potere (con riflessi anche politici). E con lo scontro fra due idee di porto: detto un po' a spanne, l'una costruita attorno ai container e l'altra basata invece sulle “autostrade del mare”.
COMUNE: rimangiatevi
quella scelta sbagliataL'assessore Francesca Martini invita l'Authority a rimangiarsi il provvedimento e, invece che a assumere per chiamata diretta, farlo tramite bando (a motivo «del ruolo di terzietà e garanzia dell'Autorità Portuale rispetto alle imprese che operano in porto»).
L'assessore della giunta pentastellata rivendica di aver voce in capitolo in qualità di «portatrice della posizione di legittimo affidamento della vastissima categoria dei disoccupati presenti sul territorio pregiudicati nella loro legittima aspirazione a concorrere per un posto di lavoro». L'istituzione portuale dice che quell'assunzione contestata è «l'unica operazione concreta possibile» per dare sostegno, attraverso la riduzione dei costi fissi, all'Alp (nella quale Palazzo Rosciano è entrata al 49%)? Macché, e non solo perché è comunque «una grave violazione del principio di trasparenza e imparzialità dell'azione amministrativa». Proprio le motivazioni addotte da Provinciali nella polemica contro la Cisl dimostrano – afferma Martini – che la scelta fa a pugni sia «con i limiti della delega espressa dal comitato portuale il 26 novembre 2014» sia «con i principi di terzietà e imparzialità dell'amministrazione che si devono sempre concretizzare nell'adozione di procedure selettive correttamente pubblicizzate e trasparenti» (tali cioè da dar «modo a tutti coloro che aspirano ad avere un posto di lavoro di poter concorrere senza discriminazione alcuna»).
Per Martini è «improponibile» configurare l'assunzione nominale come «una mobilità fra partecipata ed ente pubblico»: 1) è in contrasto col principio generale del concorso; 2) va a danno dei lavoratori delle altre partecipate dall'Authority, in primis la Porto 2000.
AUTHORITY: non dobbiamo
davvero risponderne a voi
Il presidente Gallanti respinge al mittente non solo le accuse ma anche l'idea stessa che il Comune possa aver qualcosa da rimproverargli sull'argomento: 1) rivendica «l'atteggiamento di trasparenza e terzietà da sempre proprio di questo ente»; 2) contesta «l'irritualità» della lettera dell'assessore; 3) dice che politiche su personale e assunzioni «sono esclusiva prerogativa dell'amministrazione che rappresento».
Tutta la replica è un contrattacco riassumibile così: non avete nessun titolo per poter dire qualcosa su quella scelta. Non è il Comune che “con- trolla” quel che accade all'Authority, che ribadisce il proprio rango di «ente pubblico di rilevanza nazionale» e la vigilanza la esercita solo il ministero delle infrastrutture (e con un collegio di revisori di nomina ministeriale). Della propria azione amministrativa «risponde solo a tali organismi e, per quel che riguarda l'attività gestionale, alla Corte dei conti». Tradotto: non al Comune.
Detto che nel contratto è «esplicitamente prevista la possibilità di assunzioni per chiamata diretta sulla base di criteri aziendali» (concordati con le Rsa «fin dal 2 novembre 2011»), Gallanti rivendica all'Authority una «autonomia amministrativa riconosciutagli dalla legge»: quell'assunzione contestata è possibile, «avendo garantito la par condicio tra le dipendenti di Alp potenzialmente interessate e senza alcuna lesione dei lavoratori dell'Autorità portuale né dei candidati alle selezioni già avviate».
Gallanti infine mette nero su bianco quattro precisazioni. La prima: tra Comitato portuale e presidente «non sussiste un rapporto di delegante/delegato», a tal riguardo cita la legge n. 84 del '94. La seconda: la selezione pubblica in svolgimento «non prevede tra i requisiti lo stato di disoccupazione». La terza: non si deve parlare di «mobilità tra Alp e Autorità portuale (che ovviamente non esiste)» in quanto la dipendente assunta «ha preventivamente dato le dimissioni da Alp». La quarta: nessun «pregiudizio a danno di lavoratori di altre partecipate dall'Autorità portuale», a cominciare dalla Porto di Livorno 2000 («che, peraltro, non versa in stato di crisi»).
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