Gioco
Magistrati in agitazione anche a Livorno contro la legge sulla responsabilità civile
L'appuntamento è fissato per giovedì 26 febbraio è alle 11 durante l'udienza penale collegiale. "La politica si assuma le proprie responsabilità e affronti i veri problemi"
LIVORNO. Anche i magistrati livornesi si mobilitano contro la legge sulla responsabilità civile in via di approvazione in Parlamento. L'appuantamento per la protesta è fissato per giovedì 26 febbraio alle 11 durante l'udienza penale collegiale al tribunale di Livorno. L'associazione nazionale magistrati nei giorni scorsi ha spiegato in un lungo comunciato le proprie ragione annunciando lo stato di agitazione.
"La legge sulla responsabilità civile che sta per essere votata dal Parlamento - si legge - continua a presentare aspetti di incostituzionalità, che l’Anm ha più volte denunciato: è stato eliminato il filtro di ammissibilità del ricorso; è stato inserito, come causa di responsabilità, il concetto di ‘travisamento del fatto e della prova’, così introducendo parametri di valutazione generici e avviando una sorta di infinito processo sul processo (che la parte soccombente, soprattutto se quella economicamente più forte, potrebbe utilizzare strumentalmente per colpire il giudice che gli dà torto). Abbiamo il dovere di segnalare con forza che questi meccanismi non producono efficienza, sono inutilmente punitivi nei confronti dei magistrati e appesantiscono il sistema. La soluzione di tali questioni va da subito affidata a iniziative non di mera testimonianza, ma che consentano ad ogni magistrato di sentirsi tutelato nel suo status e nel quotidiano esercizio delle proprie funzioni".
L'associazione magistrati propone l’indizione "di nuove riunioni di sezione o di ufficio, anche su sollecitazione delle giunte distrettuali, per la determinazione degli obiettivi di rendimento in relazione a carichi di lavoro sostenibili, per tenere conto del nuovo testo sulla responsabilità civile e delle possibili ricadute in tema di responsabilità disciplinare L’attenzione a questo specifico passaggio sulla responsabilità civile della magistratura non ci impedirà di continuare a chiedere alla politica di assumere le proprie responsabilità: perché affronti i veri problemi, che risiedono soprattutto in una domanda incontrollata di giustizia con sopravvenienze ingestibili, così scaricando il controllo di legalità e la risoluzione dei conflitti economico-sociali sui magistrati e sugli altri operatori di giustizia".
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