Il Tirreno

Livorno

«Ho scritto al Papa aiuti la Caritas e la città»

di Juna Goti
«Ho scritto al Papa aiuti la Caritas e la città»

L’annuncio dell’assessore Dhimgjini nel corso di un acceso consiglio comunale Le opposizioni: «Quale riorganizzazione? Solo tagli». M5S: «Colpa del governo»

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LIVORNO. Il momento forse più caldo è stato raggiunto quando l'assessore al sociale, Ina Dhimgjini – dopo essersi rivolta per tutto il suo intervento non ai consiglieri ma direttamente al pubblico, a «voi cittadini», perché è «per voi che lavoriamo» (avendo così un battibecco con la presidente del consiglio) – ha detto: «Ho scritto al Papa perché aiuti la Caritas». Tra i banchi a 5 Stelle è partito l’applauso, tra le opposizioni è esploso il mugugno e Marco Bruciati (Bl) ha sgranato gli occhi, si è alzato e ha lasciato la sala per qualche minuto.

La comunicazione è arrivata proprio durante il consiglio dedicato all'annunciata riorganizzazione dei servizi sociali e ai tagli. A partire dai 226.000 euro tolti ad associazioni come Caritas, Arci e Cesdi che fino a oggi hanno gestito servizi come la mensa per i poveri e le social card. «Tagli – dice Dhimgjini – serviti a garantire le social card, ancora attive». Da gennaio le carte non ci sono più: sono state sostituite dall’erogazione diretta di contanti in attesa dei voucher.

Per la mensa e il servizio pasti a domicilio della Caritas il contributo del Comune è stato dimezzato: da 117.000 a 58.500 euro (è stato chiarito che la Caritas contribuisce con circa 200.000 euro, per oltre 65.000 pasti da 3,21 euro). Pochi giorni fa il vescovo aveva già dato una sferzata al Comune sul sociale e anche sul giornale della diocesi non sono state risparmiate critiche al bilancio. Tutto – si viene a sapere ora – mentre proprio l’assessore (che il 9 marzo incontrerà la Caritas) ha scritto a Bergoglio. «Eccellentissima Sua Santità, le scrivo questa breve missiva – inizia la lettera – per chiedere il suo intervento, ove possibile e se può fornire un aiuto alla città. In qualità di amministratrice presso il Comune di Livorno, ho la necessità di rappresentarle alcune difficoltà che sono sussistenti sul nostro territorio...». «Ho rappresentato al Papa – ha poi aggiunto a margine del consiglio – le difficoltà di Livorno e la decisione presa dalla giunta di tagliare i fondi anche alla Caritas per recuperare i soldi delle social card. Del resto il Comune non è tenuto per legge a contribuire».

Che quello di ieri sarebbe stato un consiglio caldo e delicato si era capito dalle prime battute, quando la vicesindaco Stella Sorgente (il sindaco era impegnato a Firenze) ha espresso «solidarietà» all'assessora «per gli attacchi personali ricevuti negli ultimi giorni per la giovane età, per il fatto di essere donna e per aspetti fisici». «Ci associamo alla solidarietà – le risponde Cristina Bini del Pd – se ci sono stati eccessi nei commenti, che però non abbiamo visto. E ribadiamo la nostra contrarietà alla strada presa sul sociale: la giunta non ascolta, procede al buio con decisioni sbagliate e pericolose, colpisce il terzo settore e le marginalità sociali. Congeli la decisione del 3 febbraio». Tutte le opposizioni – partendo da Marco Cannito (Città Diversa) e da Elisa Amato (Fi) – chiedono al Comune di aprire un tavolo con il terzo settore. Cannito in particolare chiede un «chiarimento politico al sindaco». Le opposizioni sottolineano a turno che per ora più che di riorganizzazione si parla di tagli. E Pietro Caruso (Pd), «da cattolico», arriva a parlare di «tagli scellerati e disgustosi».

Non è d’accordo il M5S che con l’atto, poi votato solo dalla maggioranza, invita l’amministrazione a «proseguire nella riorganizzazione dei servizi» e nell’«internalizzazione», puntando su «massima trasparenza», «bilancio partecipato» e «attribuzioni solo con bandi pubblici». Qui i toni si fanno accesi. Dai banchi M5S Mirko Barbieri parla di «scelta politica coraggiosa e di buon senso, abbiamo ridotto le risorse ai colossi dell’associazionismo per incrementare i servizi ai cittadini». Alessio Batini dice che «la riorganizzazione era necessaria per contenere i tagli del governo Renzi». Che Valter Sarais arriva a definire «ebetino di Firenze». Subito dopo che Marco Galigani fa un’accusa pesante: parla esplicitamente al microfono di passati, presunti, «affidamenti diretti illegali» dei servizi, tirando in ballo l’Arci.

Reagisce Monica Ria (Pd): «Allora perché non andate in Procura? Così gettate solo fango: fino a oggi i servizi sociali sono stati un fiore all’occhiello». Anche Cannito chiede di «portare rispetto alle associazioni». «Non sono qui per distruggere il terzo settore – controbatte Dhimgjini – ma andrò a fondo e vedrò se questo terzo settore, che ringrazio, è davvero un fiore all'occhiello». Così si mette ad elencare quanto ricevuto da Caritas, Arci, Cesdi e altri per erogare servizi dal 2010, parlando complessivamente di «circa 3 milioni» e annunciando che «abbiamo recuperato 50.000 euro e dirà la cittadinanza se darli alla Caritas, a cure palliative o usarli per fare contratti di lavoro». Ovvero?

«Avete fatto 40 commissioni sul Prg del porto perché non siete d’accordo – si scalda allora De Filicaia – e neanche una su questo. Partecipazione quando vi pare.... Con i tagli del governo facciamo i conti da anni, voi non vi siete messi i guanti per tagliare. C’è gente che ha perso il posto. E i servizi restano? ». Anche BL non ci sta e attacca: «L’assessore – reagisce Raspanti – fa l’elenco dei soldi dati alle associazioni, ma il problema semmai non è quanti sono, ma se sono stati spesi bene. E questo non lo dice. Per ora la manovra produce tagli ai servizi e aumenta la disoccupazione. Affidamenti “illegali”? Non è vero. E comunque l’ultima decisione di questa giunta prevede di fatto un affidamento diretto... all’Emporio solidale. La città è preoccupata e non applaude per niente». Il riferimento è all’emporio “Livorno per tutti”, i cui rappresentanti, due attivisti M5S, ieri erano in sala. Per il M5S rischia di essere un boomerang. E il capogruppo Francesco Bastone replica subito che a idearlo «sono stati liberi cittadini, simpatizzanti del M5S, che hanno sentito l’esigenza di fare qualcosa per la città».

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