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Livorno

Anche la Ifb vuol licenziare a rischio otto posti di lavoro

Anche la Ifb vuol licenziare a rischio otto posti di lavoro

Alla fine dei contratti di solidarietà l’azienda di concentrati di frutta decide gli esuberi Ieri pomeriggio i lavoratori in consiglio comunale, oggi sciopero e presidio alla ditta

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LIVORNO. Un nuovo dramma dell'occupazione bussa alle porte di Livorno, e anche se i numeri stavolta non sono enormi, parliamo infatti di 8 persone che stanno per essere licenziati, per le persone coinvolte e le loro famiglie la situazione non è meno drammatica. E per questo sono anche andati, ieri pomeriggio, in consiglio comunale, perché la loro situazione sia all'attenzione di tutti.

Si tratta degli otto dipendenti, su 22 totali, che la Ifb (International Food Business), un'azienda di via delle Cateratte che opera nel settore dei concentrati di frutta, che vengono importati dall'estero, lavorati e poi rivenduti in Italia e ancora all'estero, vuole licenziare. A questo proposito, come spiega un comunicato dell'Unione Sindacale di Base, «si sono nuovamente aperte le procedure per la riduzione del personale».

La Ifb, che recentemente è stata acquistata dalla multinazionale israeliana Gan Shmuel, infatti aveva avuto momenti difficili già in passato, tanto che nel 2013, a causa del calo di lavoro, venne richiesta una riduzione del personale, che invece venne evitata ricorrendo ai contratti di solidarietà. Ora dopo 18 mesi - sottolinea la Usb livornese - «alla scadenza degli stessi la decisione di procedere con i licenziamenti».

Come spiega Giovanni Ceraolo, che ha seguito la vicenda della Ifb per conto dell'Unione sindacale di base di Livorno, si tratta di persone che hanno un'età media di 40 anni, tra cui sei operai della linea di produzione e due impiegate. «Oltretutto - sottolinea il sindacalista - in questo modo si andrebbe a togliere la metà degli addetti alla linea di produzione, e nonostante la crisi non si capisce come possa esser portata avanti la produzione senza questi lavoratori. Il sospetto - prosegue Ceraolo - è che magari l'azienda voglia scendere sotto i 15 dipendenti e poi eventualmente assumere dei nuovi operai usufruendo delle nuove leggi sul lavoro o comunque di contratti diversi dagli attuali a tempo indeterminato».

Sta di fatto poi che, aggiunge Ceraolo, negli incontri avuti dai sindacati con l'amministratore delegato dell'azienda, la Ifb ha fatto delle proposte che sono state respinte dall'assemblea dei dipendenti, visto che oltre a non voler abbassare il numero dei dipendenti considerati in esubero, si parlava di una buonuscita massima di tre mensilità e della possibilità di richiedere 5 mesi di cassa integrazione in deroga. «Oltre al fatto che noi puntiamo a mantenere i posti di lavoro - spiega il sindacalista Usb - cifre del genere, anche solo considerandole come ipotesi, sono assolutamente inadeguate» (sul comunicato dei sindacati di base vengono definite «un'elemosina»).

Ed ecco che si passa alle iniziative: ieri pomeriggio alle 17, una delegazione dei lavoratori accompagnata dai sindacalisti si è presentata in consiglio comunale per incontrare i consiglieri e ricordare loro la drammatica situazione che stanno vivendo i dipendenti Ifp, oggi alle 8 è in programma uno sciopero e un presidio davanti alla sede della Ifb, in via delle Cateratte. Per questa e per le prossime mobilitazioni si chiede la solidarietà di tutti i livornesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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