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Tassa sui rifiuti più cara per le famiglie
La Tari a Livorno: diminuisce la pressione su aziende e negozi. Ecco tutti i dati
LIVORNO. Da Palazzo civico arrivano una piccola modifica e una pesante conferma nell'ambito della tassa sui rifiuti. Partiamo dal punto fermo: quest'anno i contribuenti livornesi dovranno pagare in totale 4,2 milioni di euro in più nell'ammontare complessivo della Tari. Le recenti rimodulazioni delle ripartizioni del gettito non toccano infatti l'entità del tributo, che quest'anno salirà a 39,2 milioni di euro, rispetto ai 35 del 2014. Un aumento dovuto alla necessità di coprire una parte dei crediti Tia che vanta l'azienda pubblica dei rifiuti, ma che non sono più esigibili. L'Aamps ha infatti crediti per 28 milioni: una quota è accantonata a fondo svalutazione crediti, ma un'altra è ormai inesigibile, e per legge può essere ribaltata sulla tariffa. La somma è stata spalmata nel prossimo triennio per 3,8 milioni all'anno, che con il 10% di Iva generano quell'aumento di 4,2 milioni sul totale Tari 2015. La piccola modifica, già anticipata dal Tirreno, è invece contenuta nella nuova proposta di delibera che ha ricevuto parere favorevole nella commissione consiliare di ieri mattina e che ora attende l'approvazione in consiglio: riguarda il peso del costo del servizio di gestione dei rifiuti urbani (stimato appunto in 39,2 milioni di euro) che ricadrà al 50% sulle utenze domestiche e al 50% su quelle non domestiche. La prima stesura dell'atto portato in aula nel dicembre scorso, al contrario, prevedeva un 48,5% per le utenze domestiche e un 51,5% per quelle non domestiche.
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Tradotto: rispetto alla prima ipotesi, le imprese pagheranno un pochino meno, le famiglie un pochino di più. Già a fine 2014 la notizia degli aumenti, che per le imprese oscillavano tra il 14 e il 18%, aveva fatto infuriare le associazioni di categoria, ma aveva fatto storcere la bocca anche alle famiglie, per le quali era stato previsto un aumento medio tra 1 e 2 euro al mese, quindi dai 12 ai 24 euro circa all'anno (è bene precisare che sul calcolo esatto incidono variabili come il tipo di attività, i metri quadri delle abitazioni, il numero dei componenti del nucleo familiare, ecc). Con la nuova rimodulazione le cifre cambiano leggermente. In termini di gettito complessivo, il costo per le utenze non domestiche passa dai 20.224.050 euro previsti a dicembre ai 19.635.000 che si realizzano con la nuova ripartizione (quindi -589mila euro).
A ciò corrisponde un aumento complessivo di circa mezzo milione per le utenze domestiche: da 19.045.949 a 19.635.000 euro. Tornando ai termini percentuali, l'aumento per le imprese sarà di un 3% in meno rispetto alla prima ipotesi, quindi oscillerà tra l'11 e il 15% rispetto allo scorso anno. Le famiglie, dal canto loro, oltre a quell'aumento di 1-2 euro circa al mese, sosterranno una ulteriore spesa che dovrebbe aggirarsi in media tra i 6 e i 10 euro all'anno. Insomma: le recenti variazioni sono minime e probabilmente finiranno per non soddisfare nessuno. E non sarebbe potuto essere altrimenti, vista la conferma dei 4,2 milioni di euro in più della Tari 2015.
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Il M5s dopo la pubblicazione di questo articolo scrive una replica sul proprio sito dal titolo "Tari e Aamps, quello che il "bugiardello" non ti dice. Potete leggerla qui
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