Gioco
Nozze gay, «Noi, i primi sposi: ma allora era un tabù»
Nel 2002 le nozze al consolato francese di Roma, non lontano dal Vaticano. Poi Christian e Alessio si sono lasciati: «A qualcosa siamo serviti...»
VIAREGGIO. Più “normali” di così Christian e Alessio non potevano essere. Si sono conosciuti, innamorati, sposati e hanno divorziato. Un divorzio burrascoso. Dopo qualche anno, poi, sono tornati amici. Una parabola ordinaria. Con un incipit straordinario: sono stati i primi gay a sposarsi in Italia. A Roma. Certo, al consolato francese, a palazzo Farnese, grazie alla doppia cittadinanza di Christian. E con il rito civile dei “Pacs”. Ma il rumore di queste nozze, in linea d’aria a un chilometro dal Vaticano, è stato assordante il 21 ottobre del 2002. Vuoi perché Alessio De Giorgi era presidente toscano di Arcigay; vuoi perché con Christian Panicucci aveva trasformato la marina di Torre del Lago nel lungomare arcobaleno più famoso d’Europa, con la movida alternativa da 20-30mila persone a notte. Vuoi perché il loro testimone, Franco Grillini, nel giorno delle nozze aveva presentato la prima proposta di legge sui Pacs italiani.
De Giorgi oggi parlare di matrimonio fra persone dello stesso sesso è ordinario. Ma nel 2002 in Italia era quasi tabù. Perché vi venne in mente di “sposarvi”? E a Roma?
«All’epoca io e Christian abitavamo a Pisa, una città molto aperta. Stavamo insieme già da alcuni anni. Sentimmo l’esigenza di formalizzare l’unione».
In Italia, però, non era possibile come non è possibile oggi.
«Vero, ma Christian aveva anche la cittadinanza francese e in Francia si era cominciato a discutere dei Pacs, l’unione civile fra persone dello stesso sesso. Appena diventarono legge decidemmo di approfittarne. E visto che a Roma c’era il consolato francese, lo scegliemmo come luogo per la cerimonia».
A quale scopo?
«C’era la volontà di suonare la sveglia per l’Italia: la cittadinanza era ancora combattuta sul tema dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. Oggi, al contrario, i sondaggi dicono che oltre la metà della popolazione è a favore. A qualcosa, quindi, siamo serviti».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10926808:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/02/24/news/sulle-nozze-gay-sfida-ai-prefetti-dalla-toscana-1.10926808]]
Fu difficile sposarsi allora?
«In realtà anche allora ci furono molte manifestazioni di complicità. Mi ricordo che all’Ikea di Roma ci riconobbero: ero con Christian e i dipendenti ci vollero festeggiare. Si presentarono tutti, ci applaudirono. Eppoi, il giorno delle nozze Grillini presentò la legge sui Pacs».
Ancora oggi, però, in Italia non c’è una legge sui matrimoni fra persone dello stesso sesso.
«Purtroppo è così, anche se è in discussione un disegno di legge. Sulle intenzioni del governo Renzi, comunque, mi sento moderatamente fiducioso. Conosco il premier per avergli seguito l’ultima parte della campagna delle primarie contro Bersani e per aver seguito il suo avvicinamento alle nostre tematiche».
Quindi è certo che la legge verrà approvata?
«In questo parlamento ci sarebbe la straordinaria opportunità di un’ampia maggioranza per approvare la legge sulle unioni fra persone dello stesso sesso, ma temo che a sabotarla potrebbero essere i grillini».
Scusi teme M5s più di Ncd o dei catto-comunisti?
«Le resistenze interne al Pd (e al centrosinistra) mi sembrano allentate. Alla fine anche con Ncd si troverà un accordo. I grillini, invece, sono più netti: vogliono il matrimonio per i gay e temo che non accettino alcun tipo di compromesso. Renzi, invece, propende più verso le unioni civili, una soluzione sul modello inglese: si tratta di un istituto simile ma che non si chiama matrimonio. Dubito che riuscirà a smuovere i grillini. Però, ci ha spesso stupito per il meglio: magari lo farà anche stavolta».
In quali tempi?
«Tempi? Ecco questa forse è l’unica domanda alla quale non saprei cosa rispondere». (i.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
