Sicurezza
Il Comune si prende l’ex tranvia e una scuola
C’è anche un parcheggio: ecco i beni che saranno acquisiti dal Demanio L’amministrazione avrà tre anni per metterli a frutto o torneranno allo Stato
LIVORNO. Nell'ambito del cosiddetto federalismo demaniale, il Comune acquisirà alcuni immobili a titolo non oneroso (senza cioè un costo di trasferimento, ma con l'impegno di farsi carico di manutenzione e eventuali lavori strutturali) in vista di una successiva vendita o dello sviluppo di progetti di valorizzazione degli stessi beni. Ieri in commissione consiliare bilancio è arrivato il parere favorevole alla delibera, che ora attende solo l'approvazione definitiva del consiglio comunale.
Come si legge nel documento, il Comune ha presentato all'Agenzia del Demanio 16 istanze di attribuzione di altrettanti beni di proprietà dello Stato: 12 sono state accolte, 4 respinte. Le richieste di trasferimento riguardano non solo edifici, ma anche parcheggi, magazzini o terreni sui quali insistono porzioni di viabilità. Le aree richieste in via ufficiale sono quelle lungo il tracciato dell'ex tranvia Pisa - Livorno, alcune porzioni di viabilità pubblica in via Liverani e in via Fregosi, una parte di strada in piazza delle Fiamme Gialle, il parcheggio pubblico di via dell'Ardenza (di fronte alla caserma Vannucci), un terreno in via Leonardo da Vinci e un magazzino sotto il cavalcavia in via della Cinta Esterna.
Nel gennaio scorso la giunta ha deciso di includere anche la scuola materna "Cave Bondi" in piazza Sgarallino e l'immobile denominato "Palestra Edison", zona piazza Cavour.
Dopo la formalizzazione da parte dell'Agenzia del Demanio, questi beni entreranno perciò a far parte del patrimonio comunale. L'assessore Gianni Lemmetti spiega come la valutazione degli immobili da acquisire sia stata fatta in base a un criterio di «convenienza»: sono stati richiesti cioè quei beni che non necessitano di particolari interventi strutturali, né di ingenti spese per una eventuale sistemazione o manutenzione. Ad oggi non ci sarebbero progetti di valorizzazione già pronti, ma la legge prevede un monitoraggio da parte dell'Agenzia del Demanio a tre anni dal trasferimento degli immobili. Se da qui a tre anni le aree non dovessero essere utilizzate dal Comune, tornerebbero nella proprietà dello Stato.
L'alternativa alla valorizzazione è la vendita successiva dei beni: le risorse derivanti dalle eventuali alienazioni sarebbero acquisite dal Comune per un ammontare pari al 75%, e verrebbero destinate alla riduzione del debito dell'ente (o, in assenza di questo, a spese di investimento), mentre il residuo 25% sarebbe destinato al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.
Giorgio Carlini
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