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Il Comune attacca l'Autorità Portuale: quell'assunzione non è in regola
Scontro istituzionale a Livorno: Palazzo Civico contesta all'istituzione portuale l'assunzione per chiamata diretta di una dipendente Alp. L'assessore Martini: serve un bando per quel posto
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LIVORNO. Diventa uno scontro istituzionale fra i vertici del porto e quelli del Comune lo scontro sull’assunzione per chiamata diretta di una dipendente Alp da parte dell’Authority. Finora era stato un duello polemico ai ferri corti fra il numero uno della Cisl, Giovanni Pardini, e il segretario generale dell’istituzione portuale, Massimo Provinciali: ad alzare il tono è la lettera che l’assessore Francesca Martini, che nella “squadra” del sindaco Nogarin si occupa di lavoro, sviluppo economico e innovazione. La missiva – che non si rivolge a Provinciali bensì direttamente al presidente Gallanti - si conclude chiedendo al massimo responsabile dell’istituzione portuale di rimangiarsi la scelta di assumere per chiamata diretta e di procedere “alla messa a bando del nuovo posto individuato in organico” (a motivo “del ruolo di terzietà e garanzia dell'Autorità Portuale rispetto alle imprese che operano in porto”).
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Martini ricorda che a fine novembre il comitato portuale ha dato l’ok all’idea di Gallanti di entrare in Alp “con impegno finanziario simbolico, ai fini di svolgere, per un periodo temporale sufficiente a sollecitare l'ingresso di nuovi soci, funzioni di garanzia e supervisione relativamente al buon andamento della società”: tutto questi si è poi concretizzato “in un ingresso in Alp per il 49% del capitale”. Il primo atto? “Quello di quello di assumere con chiamata diretta un dipendente Alp”.
Ma – accusa l’assessore - questo atto rappresenta “una grave violazione del principio di trasparenza e imparzialità dell'azione amministrativa”. Non solo: lo è “a maggior ragione” dopo che il segretario generale ha dichiarato che “l'unica operazione concreta possibile” a sostegno dell’Alp è stata individuata “nell'assunzione di una delle unità in servizio nel settore amministrativo di Alp srl al fine di contribuire alla riduzione dei costi fissi della società”.
Per Martini è una scelta che fa a pugni sia “con i limiti della delega espressa dal comitato portuale il 26 novembre 2014” sia “con i principi di terzietà e imparzialità dell'amministrazione che si devono sempre concretizzare nell'adozione di procedure selettive correttamente pubblicizzate e trasparenti” (tali cioè da dar “modo a tutti coloro che aspirano ad avere un posto di lavoro di poter concorrere senza discriminazione alcuna”). L’assessore rivendica di aver voce in capitolo in qualità di “portatrice della posizione di legittimo affidamento della vastissima categoria dei disoccupati presenti sul territorio pregiudicati nella loro legittima aspirazione a concorrere per un posto di lavoro”.
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Le spiegazioni fornite dall’Authority tramite stampa risultano, agli occhi dell’assessore Martini, “del tutto insoddisfacenti” anche guardando al fatto che Palazzo Rosciano ha una quota del 49% in Alp. “Ritengo improponibile configurare l'assunzione nominale come una mobilità fra partecipata ed ente pubblico”, dice Martini: questo non solo è in contrasto con il principio generale del concorso, ma crea “pregiudizio della posizione dei lavoratori delle altre partecipate dall'Autorità Portuale, prima fra tutti quelli della Porto di Livorno 2000”.
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