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Authority, Gallanti risponde per le rime all'assessore
L'Autorità portuale di Livorno non è rimasta in silenzio dopo le accuse del Comune sull'assunzione per chiamata diretta: Gallanti dice al Comune che le proprie scelte sono del tutto legittime e che Palazzo Civico non ha titolo per chiedere nulla
LIVORNO. L’Authority risponde per le rime alla lettera aperta con cui l’assessore Martini contesta a Palazzo Rosciano un’assunzione per chiamata diretta. Il botta e risposta fra le due istituzioni cittadine resta entro i confini di toni solo apparentemente pacati ma in concreto il presidente Gallanti respinge al mittente non solo le accuse ma anche l’idea stessa che il Comune possa aver qualcosa da rimproverargli sull’argomento: 1) rivendica “l’atteggiamento di trasparenza e terzietà da sempre proprio di questo ente”; 2) contesta “l’irritualità” della lettera dell’assessore “rispetto alla normalità delle relazioni istituzionali”; 3) tiene a sottolineare che politiche del personale e delle assunzioni “sono esclusiva prerogativa dell’amministrazione che rappresento”. Senza contare che Gallanti ritiene di aver “già esaurientemente chiarito nelle comunicazioni ufficiali e pubbliche”.
Da Palazzo Rosciano si sottolinea che l’Autorità portuale è “ente pubblico di rilevanza nazionale” sul quale la vigilanza è esercitata “esclusivamente” dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti (e con un collegio di revisori nominati da tale ministero e da quello dell’economia e delle finanze). Della propria azione amministrativa “risponde solo a tali organismi e, per quel che riguarda l’attività gestionale, alla Corte dei conti”. Tradotto: non al Comune.
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Quanto alle politiche del personale, viene applicato il contratto nazionale “sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e da Assoporti”: in esso “è esplicitamente prevista la possibilità di assunzioni per chiamata diretta sulla base di criteri aziendali che questo ente ha concordato con le Rsa fin dal 2 novembre 2011”.
E’ dentro “questo quadro normativo e regolatorio” che l’Authority, nella propria “autonomia amministrativa riconosciutagli dalla legge”, ha deciso tale assunzione, “avendo garantito la par condicio tra le dipendenti di Alp potenzialmente interessate e senza alcuna lesione dei lavoratori dell’Autorità portuale né dei candidati alle selezioni già avviate”.
Gallanti infine mette nero su bianco quattro precisazioni. La prima: tra Comitato portuale e Presidente “non sussiste un rapporto di delegante/delegato”, a tal riguardo cita la legge n. 84 del ’94. La seconda: la selezione pubblica in svolgimento “non prevede tra i requisiti lo stato di disoccupazione”, dunque non è da escludere che i partecipanti possano essere lavoratori che puntano al “miglioramento della propria posizione”. La terza: non si deve parlare di “mobilità tra Alp e Autorità portuale (che ovviamente non esiste)” in quanto la dipendente assunta “ha preventivamente dato le dimissioni da Alp”. La quarta: nessun “pregiudizio a danno di lavoratori di altre partecipate dall’Autorità portuale”, a cominciare dalla Porto di Livorno 2000 (“che, peraltro, non versa in stato di crisi”).
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