Il Tirreno

Livorno

crisi

Alla Ifb a rischio otto posti di lavoro

di Matteo Scardigli
Una manifestazione dei sindacati di base
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Una manifestazione dei sindacati di base

L'azienda vuole licenziare più di un terzo dei suoi 22 dipendenti. Domani sciopero e presidio in via delle Cateratte

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LIVORNO. Un nuovo dramma dell’occupazione bussa alle porte di Livorno, e anche se i numeri stavolta non sono enormi, parliamo infatti di 8 persone che stanno per essere licenziati, per le persone coinvolte e le loro famiglie la situazione non è meno drammatica. E per questo sono anche andati, ieri pomeriggio, in consiglio comunale, perché la loro situazione sia all’attenzione di tutti. Si tratta degli otto dipendenti, su 22 totali, che la Ifp (International Food Business), un’azienda di via delle Cateratte che opera nel settore dei concentrati di frutta, importati dall’estero, lavorati e poi rivenduti in Italia e ancora all’estero, che la ditta vuole licenziare, tanto che, come spiega un comunicato dell’Unione Sindacale di Base, “si sono nuovamente aperte le procedure per la riduzione del personale”.

La Ifb, che recentemente è stata acquistata dalla multinazionale israeliana Gan Shmuel, infatti aveva avuto momenti difficili già in passato, tanto che nel 2013, a causa del calo di lavoro, venne richiesta una riduzione del personale, che invece venne evitata ricorrendo ai contratti di solidarietà. Ora dopo 18 mesi - sottolinea la Usb livornese – “alla scadenza degli stessi la decisione di procedere con i licenziamenti”. Come spiega Giovanni Ceraolo, che ha seguito la vicenda Ifb per conto dell’Unione sindacale di base, si tratta di persone che hanno un’età media di 40 anni, tra cui sei operai della linea di produzione e due impiegate. “Oltretutto - sottolinea il sindacalista – in questo modo si andrebbe a togliere la metà degli addetti alla produzione, e nonostante la crisi non si capisce come possa esser portata avanti la produzione senza questi lavoratori. Il sospetto – prosegue – è che magari l’azienda voglia scendere sotto i 15 dipendenti e poi eventualmente assumere nuovi operai usufruendo delle nuove leggi sul lavoro o comunque di contratti diversi”.

Sta di fatto poi che, aggiunge Ceraolo, negli incontri avuti con l’amministratore delegato dell’azienda, la Ifp ha fatto delle proposte che sono state respinte dall’assemblea dei dipendenti, visto che si parlava di una buonuscita massima di tre mensilità e della possibilità di richiedere 5 mesi di cassa integrazione in deroga. “Oltre al fatto che noi puntiamo a mantenere i posti di lavoro – spiega il sindacalista Usb - cifre del genere, anche solo come ipotesi, sono assolutamente inadeguate” (sul comunicato vengono definite “un’elemosina”). Ed ecco che si passa alle iniziative: oggi alle 8 si parte con lo sciopero e col presidio davanti alla sede della Ifb, in via delle Cateratte. Per questa e per le prossime mobilitazioni si chiede la solidarietà di tutti i livornesi.

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