Gioco
Sfondano la vetrina di Coin Una bici usata come ariete
Ladri messi in fuga nella notte da una pattuglia dell’istituto di vigilanza Vesuvio Hanno fatto un buco di 25 centimetri, ma sono dovuti fuggire a mani vuote
LIVORNO. Usano una bicicletta come ariete e sfondano una vetrina della Coin, in piazza Attias. Ad accorgersi della spaccata è una pattuglia dell'istituto di vigilanza Vesuvio2. L’auto di servizio è in zona centro quando arriva l’allarme dal magazzino. A quel punto, le guardie giurate si precipitano sul posto per capire cosa stia succedendo.
È sabato sera, intorno alla mezzanotte. E la spaccata si verifica in pieno centro e in un orario, in cui nella piazza c’è ancora un certo via vai di persone, soprattutto ragazzi. Ma, evidentemente, questa è una preoccupazione che i malviventi non hanno avuto. Senza pensarci due volte e senza aver timore di essere notati, hanno preso una bici (da accertare se fosse rubata ad hoc) e l’hanno lanciata contro la vetrina del magazzino, riuscendo a fare un notevole buco.
Le guardie giurate della Vesuvio trovano la vetrina sulla destra dell’ingresso principale sfondata: i ladri sono riusciti a creare un varco di circa 20/25 centimetri. Probabilmente, i malintenzionati avrebbero svuotato la vetrina, portando via la merce in esposizione e anche quella all’interno, ma disturbati dal celere intervento dei vigilantes, sono stati costretti ad allontanarsi a mani vuote.
Una pattuglia della Vesuvio era intervenuta in un episodio analogo un mese fa, alla Ed Tech Computer, un negozio che vende computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in via Nicolodi. In quel caso, però, i ladri come ariete aveva utilizzato un’auto. Poi erano riusciti a entrare nel capannone, spaccando gli infissi della porta d’ingresso, usando proprio la vettura, che poi hanno spostato per non lasciare traccia. La vetrina, contenente telefoni economici, era andata in frantumi. Ma i malviventi non erano riusciti a portare via granché: l’intervento di una pattuglia della Vesuvio 2 li aveva costretti a fuggire con un magro bottino.
Su entrambi i casi, che potrebbero essere collegati, indagano le forze dell’ordine.
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