Il Tirreno

Livorno

Rossi: sul porto teniamo d’occhio i tempi

di Mauro Donateo
Rossi: sul porto teniamo d’occhio i tempi

Il governatore torna a mettere al centro la Darsena Europa come l’opportunità-chiave per far uscire Livorno dal tunnel

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LIVORNO. «L’amministrazione pentastellata di Livorno è messa alla prova di fronte a una grossa responsabilità: sulla variante per il Prg del porto si sono presi l’impegno di finire i lavori nei tempi stabiliti, quindi noi ci affidiamo a quel cronoprogramma che ci hanno dato». All’incontro Pd di scena al centro congresso delle Corallaie il presidente della Regione Enrico Rossi torna a insistere su Accordo per Livorno (al tavolo del governo) e soprattutto sulla Darsena Europa.

E l’accenno al cronoprogramma non è semplicemente un rimettersi all’agenda altrui: fa capire chiaramente che tiene i riflettori puntati su Palazzo Civico perché al rispetto dei tempi da parte dell’amministrazione livornese lui ritiene legato il varo del Prg e la possibilità di concretizzare la Darsena Europa come nuova (l’ultima?) opportunità di sviluppo per la nostra città in crisi.

Qualcosa di più di un semplice saluto, dunque, è stato l’intervento del governatore Rossi di fronte alla platea dell’assemblea territoriale del Pd livornese. Oltre a lui c’era anche l’assessore regionale Gianfranco Simoncini.

Nella visione di Rossi l’Accordo per rilanciare Livorno e l’impegno per la Darsena Europa si intrecciano: l’accento è sull’importanza del porto di Livorno in Toscana, ma anche sul fatto che bisogna «rilanciare anche l’industria» e, detto per inciso, lo sviluppo del porto labronico è il motore che può dare sprint all’export toscano in virtù di una maggiore competitività sul fronte della logistica. E qui casca l’altra parte del discorso di Rossi, anch’essa già fatta in altre sedi: facciamo l’impossibile per ammodernare le infrastrutture ma c’è anche da migliorare la produttività dello scalo («la produttività non è un valore di destra, lo è l’assistenzialismo»).

Rossi ha confermato «l’impegno della Regione con i relativi finanziamenti»: ovvero i 170 milioni per la Darsena Europa, i 9 milioni per lo scavalco ferroviario e i 10 milioni per le imprese che decideranno di insediarsi sul territorio nel 2015 e 2016. «Tutto questo – afferma il governatore – perché occorre aiutare Livorno a uscire dalla crisi». E se adesso è l’amministrazione M5S ad avere la responsabilità di «fare scelte utili alla città», nella riunione del suo partito il presidente della Regione ha voluto mettere in evidenza «il ruolo fondamentale che ha avuto il Partito Democratico».

Sulla stessa linea d’onda anche l’assessore Simoncini: ricorda l’incontro avuto nei giorni scorsi a Roma con il viceministro De Vincenti e con il sottosegretario Lotti: «Adesso abbiamo la garanzia che anche il governo darà il suo contributo, sia per la Darsena Europa, ritenuta una priorità nazionale, ma anche per la reindustrializzazione della città».

Il prossimo appuntamento, adesso, è per il 12 marzo: «Speriamo di chiudere l’accordo per quella data, dove dovremmo sapere anche quanto investirà il governo negli impegni presi». «Ovviamente – aggiunge l’assessore regionale con una stoccata – gli accordi saltano se il consiglio comunale non farà il suo dovere, ovvero approvare la variante». Poi riprende: «Ma noi stiamo alle loro parole, e hanno fatto una promessa. In fondo non ho sentito dire a Nogarin “non ci stiamo” quando siamo andati a Roma».

Anche il leader regionale Dario Parrini, durante il suo intervento, ha fatto riferimento alla Darsena Europa, richiamando la giunta «a fare il suo dovere visto che ci sono investimenti notevoli anche da parte dello Stato: non accettare questi interventi rientra in quell’ “area vasta” delle politiche sbagliate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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