Gioco
Furti di moto e droga le specialità del gruppo cinque mesi d’indagini
Il giovane, ora ai domiciliari, era già stato processato per furti di slot machine all’Elba e nella zona di Colle
LIVORNO. Un’indagine certosina, iniziata subito dopo la chiamata arrivata al 112 quel 29 settembre 2014, per segnalare la rapina subìta dalla Tupperware, proseguita senza sosta e tuttora in corso. Ad aiutare i militari sono state da una parte le immagini delle telecamere esterne all’azienda, che hanno ripreso in parte la scena, ma soprattutto le testimonianze dei dipendenti rapinati. Tramite loro, i militari, guidati dal tenente Leonardo Bricca, comandante del Nucleo operativo radiomobile, hanno scoperto che tra i lavoratori della ditta c’era anche la madre di Mannucci, anche lei già conosciuta alle forze dell’ordine.
Secondo le indagini dei carabinieri, il colpo alla ditta di recipienti da cucina di via Orlando, però, è solo l’apice di una serie di furti e anche di attività di spaccio messi a segno dagli otto denunciati. Il capo banda, sempre secondo i militari, sarebbe lo stesso Manuel Mannucci, 25 anni, accusato di aver eseguito materialmente insieme a un complice l’agguato alla Tupperware. Secondo i carabinieri, lo spaccio sarebbe un sistema per fare soldi, come pure il traffico legato alle moto rubate in città, ricettate e smontate.
Ma il giovane livornese è già noto ai carabinieri per un altro motivo: tra il 2010 e il 2011, avrebbe derubato con altri complici alcune attività commerciali dell’Elba e della zona di Colle, in particolare quelle che avevano i videopoker. I soldi ricavati venivano usati dal gruppo per pagarsi le vacanze. Per questa accusa il giovane ha subìto un processo.
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