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Anche lo scienziato-prof entra in direzione

Anche lo scienziato-prof entra in direzione

La mossa a sorpresa di Bacci: Paolo Dario si aggiunge a Lenzi, Genovesi, Grieco e Romano

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LIVORNO. Si aggiunge anche un quinto nome ai quattro “esterni” che, in una intervista al Tirreno, il segretario Pd Lorenzo Bacci ha annunciato di aver chiamato a far parte della direzione del partito. Oltre a Andrea Romano, Simone Lenzi, Cristina Grieco e Francesco Genovesi, ecco il coinvolgimento del prof. Paolo Dario, lo scienziato livornese padre della bio-robotica.

«In questo clima di innovazione – dice il docente – darò il mio contributo: bisogna difendere i princìpi, ma non arroccarsi dietro le ideologie».

In questo caso l’annuncio è arrivato da Bacci nel corso dell’assemblea territoriale del Pd livornese al centro congressi Le Corallaie (con la partecipazione del segretario regionale Dario Parrini e del governatore Enrico Rossi).

La mattina si sono svolti i tavoli di discussione, divisi per tema, con l’obiettivo di elaborare il programma di governo in vista delle prossime elezioni regionali, e anche i non iscritti al partito potevano partecipare. «Un metodo nuovo, che vuole ripartire dal basso» lo ha definito Bacci.

Il pomeriggio si è svolta l’assemblea degli iscritti, poi è stata approvata la direzione territoriale: ma fino a tarda notte non erano stati resi noti i nomi (segno forse che non sono mancati i momenti di tensione).

Parrini cerca di indicare quali devono essere le vie che deve seguire il Pd, facendo capire quanto sia necessario il cambio di rotta iniziato a livello nazionale, anche nel territorio livornese: «Questo processo di cambiamento – afferma – è già stato avviato con l’elezione di Bacci, adesso occorre completarlo scegliendo una guida valida anche a livello comunale: ma credo che i livornesi risponderanno in piena autonomia e passione con le primarie».

Ripercorrendo la sconfitta elettorale delle amministrative, per il segretario regionale è «stato un chiaro segno di crisi tra partito e città», ma adesso «abbiamo dimostrato con molta umiltà anche le cose buone e sono sicuro che alle regionali i cittadini ci ridaranno fiducia».

Al termine della giornata «molto soddisfatto dell’assemblea» si dice Bacci, soprattutto «per la partecipazione che c’è stata alla discussione nei tavoli di lavoro», ma non manca anche di fare qualche critica al passato: «Forse prima è mancato proprio questo: il contatto con i cittadini. Via i muri e l’idea del partito contenitore chiuso».

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