Il Tirreno

Livorno

Abusivo dal 1992 nella casa popolare a 20 euro al mese

di Alessandro Guarducci
Abusivo dal 1992 nella casa popolare a 20 euro al mese

Livorno, l’uomo 72 anni è risultato proprietario di una casa, nonostante ciò aveva continuato a vivere in via Ademollo: è stato sfrattato 

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LIVORNO. In seguito a un accertamento di routine era risultato proprietario di un’abitazione, perciò gli era stato intimato lo sfratto dalla casa popolare in cui viveva visto che non aveva più i requisiti: il suo reddito era infatti troppo alto. Una procedura normale in casi del genere, solo che tutto questo avveniva esattamente 23 anni fa: in tutto questo periodo, l’assegnatario abusivo ha continuato ad abitare nell’alloggio popolare e solo lunedì scorso i vigili urbani sono riusciti a farlo uscire e a restituire l’immobile a Casalp e Comune affinchè sia riassegnato.

Come spiegano al Comando della polizia municipale, dove è stata ricostruita l’annosa vicenda, la prima determina di sfratto è datata 1992: un provvedimento deciso perché - come abbiamo detto - possedendo una casa (che incide sull’entità del reddito) l’inquilino non aveva più alcun titolo per abitare in quella casa popolare di via Ademollo.

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Tuttavia il livornese, che oggi ha 72 anni, ha continuato a vivere nella casa popolare pagando un affitto di circa 20 euro al mese e lo ha fatto fino a lunedì scorso, quando i vigili urbani - una pattuglia guidata da un ispettore - insieme al personale di Casalp e dell’Ufficio Casa del Comune, si sono presentati a casa sua per allontare l’assegnatario abusivo.

Erano circa le 9,30: i vigili hanno bussato più volte, poi hanno cominciato a chiamare per nome e cognome l’uomo dicendogli che se non avesse aperto, avrebbero buttato già la porta. Visto che dall’appartamento non arrivava nessuna risposta, intorno alle 10 gli agenti della Municipale hanno deciso di forzare la serratura e sono entrati dentro la casa dove hanno trovato l’anziano che stava dormendo profondamente. Ecco perchè non aveva ripetuto ai numerosi richiami...

I vigili lo hanno quindi svegliato e l’uomo è rimasto visibilmente sorpreso ma non ha opposto la benchè minima resistenza. I vigili gli hanno notificato lo sfratto e lo hanno invitato ad allontanarsi dall’appartamento: così, 23 anni dopo il primo sfratto (mai eseguito), l’uomo ha preso con sè un po’ delle sue cose ed ha abbandonato la casa. Agli agenti ha anche ammesso di essere effettivamente proprietario di un appartamento in via Toscana, ma di averlo dato in locazione e di avere a sua volta una causa di sfratto con l’affittuario. Una questione “privatistica” che non incide sulla vicenda della causa popolare in cui non aveva più titolo di abitare.

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Ma come ha fatto a tornare improvvisamente alla ribalta quello sfratto vecchio di 23 anni? Al Comando della polizia municipale spiegano che alla sede di Casalp erano arrivate alcune segnalazioni in merito alla regolarità dell’assegnazione di quell’alloggio in via Ademollo. Così sono partite le verifiche da cui è emerso che l’assegnatario era in effetti proprietario di un immobile in via Toscana e dai vecchi incartamenti è saltato fuori anche lo sfratto, non eseguito, datato 1992.

Dopo l’allontanamento, la polizia municipale sta adesso valutando se nel compartamento del livornese di 72 anni si possano ravvisare anche gli estremi di illecito penale, come i reati di falso e truffa ai danni della pubblica amministrazione. L’alloggio popolare è stato sigillato dai vigili urbani: prima di consegnarlo formalmente a Casalp e Comune per essere riassegnato in base alla graduatoria Erp, dovrà però essere liberato dalla mobili. All’interno, infatti, ci sono strumenti musicali e mobilia varia di proprietà dell’ex assegnatario.

Per questo motivo, sono stati già programmati tre giorni in cui i vigili urbani accompagneranno l’uomo nella sua ex casa affinchè possa recuperare tutte i suoi beni. L’accompagnamento degli agenti è necessario perchè il 72enne non ha più alcun titolo per poter entrare in quell’aloggio dove ha vissuto per 23 anni “sotto sfratto” .

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