Gioco
"Regaliamo la nostra azienda" (ma si fanno avanti in pochi)
I due soci di una società di distribuzione di acque minerali, 68 anni l'uno e 72 l'altro, vanno in pensione: dopo aver provato inutilmente a vendere l'attività si decidono a regalarla. Pur di non veder morire la ditta (e due posti di lavoro)
LIVORNO. Avrebbero potuto semplicemente cessare i contatti con fornitori e clienti, abbassando la saracinesca al civico 45 di via Mastacchi dopo mezzo secolo di onorato servizio. Ma pur di non veder morire la storica attività, e pur di mettere a disposizione della città due posti di lavoro in un momento in cui la crisi morde come non mai, hanno deciso di offrire gratuitamente la loro società. Così hanno pagato di tasca propria l'originale annuncio comparso sul Tirreno qualche giorno fa: "Regalasi trentennale società di consegna a domicilio, a persone serie e volenterose, per sopraggiunti limiti di età".
Questa è la storia di Vinicio e Roberto, rispettivamente 72 e 68 anni, soci fondatori della "Amba Srl", che dal 1985 distribuisce migliaia di casse d'acqua minerale ad altrettante famiglie in giro per la città. I due soci-amici sono piuttosto riservati, tanto da non voler neanche rivelare pubblicamente il loro cognome. «Perché - si affrettano a precisare - non siamo in cerca di pubblicità». In fondo sono abituati così: poche parole e tanto lavoro. L'attività di consegna a domicilio è ancora più longeva del 1985: risale agli anni '60, quando si occupava del trasporto dell'acqua Corona.
All'epoca Vinicio e Roberto erano semplici dipendenti. Poi hanno fondato la Amba Srl, cominciando a distribuire l'acqua Calizzano. «All'inizio eravamo in tre - spiega Vinicio - ma il terzo socio è deceduto. Così siamo rimasti noi due a tirare avanti la baracca per decenni». Il 1 gennaio scorso la Amba Srl ha compiuto i gloriosi 30 anni, anche se il rapporto con numerosi clienti, come detto, risale addirittura a mezzo secolo fa.
«Una mattina, di recente - racconta Vinicio - ho portato l'acqua a una famiglia. Scambiando due parole, mi hanno parlato di un anniversario. Ma non avevo capito che si riferivano al "nostro": erano 50 anni che si avvalevano del servizio. È stato un piacere - aggiunge col sorriso - festeggiare queste particolari nozze d'oro».
L’età delle pensione, in realtà, Roberto e Vinicio l’avrebbero raggiunta da tempo, ma nonostante questo fino ad oggi hanno lavorato con l’entusiasmo del primo giorno che misero piede in via Mastacchi. Stesso entusiasmo e anche stessi orari, non massacranti ma sicuramente faticosi (e necessari per consegnare puntualmente le casse d'acqua alle migliaia di livornesi che si sono affidati al loro servizio). Tutti i giorni si alzano alle sei di mattina, e dalle sette cominciano il giro delle consegne, ciascuno a bordo del proprio furgoncino, finendo nel primo pomeriggio.
In media distribuiscono 100 casse al giorno. Ora, però, i due soci hanno deciso di passare la mano. Inizialmente l'ipotesi era quella di vendere l'attività. «Visto il momento di crisi - sottolinea Vinicio - credevamo fosse facile. Parliamo di una società pluridecennale con un numero consistente di clienti. Sentiamo dire di fabbriche che chiudono, di giovani che faticano a trovare un'occupazione. Siamo rimasti sorpresi - ammette - che quasi nessuno si sia fatto vivo, neanche quando abbiamo abbassato il prezzo».
Per Roberto e Vinicio il problema non è l'impiego considerato forse poco nobile o poco redditizio. Si tratta piuttosto di impegno e sacrificio: «Una persona si è informata sull'attività: quando abbiamo parlato di consegne a domicilio, la domanda è stata: "Ma le casse d'acqua le lasciate in fondo al portone, vero?"».
I due amici hanno anche pensato di chiudere, evitando burocrazia e perdite di tempo. «Ma non ce la siamo sentita - aggiungono - di azzerare due posti di lavoro e una buona opportunità per chi ha bisogno e voglia di lavorare». Da qui la decisione di regalare l'avviamento commerciale della Amba Srl. Tradotto: chi subentrerà troverà già stipulati i rapporti con il fornitore dell'acqua e i clienti, dovendo solo pagare l'affitto del fondo e eventualmente acquistare i due furgoncini e il forklift della società (o recuperare altri mezzi in modo autonomo), potendo lavorare fin dal giorno stesso.
Dopo l'annuncio sul Tirreno qualcosa si è mosso: in questi giorni c'è un discreto viavai nei locali in via Mastacchi. Così Roberto e Vinicio hanno ritrovato l'ottimismo e sono convinti di aver fatto la scelta giusta.
Chiediamo agli storici fondatori se sentiranno la mancanza dell'attività dopo 50 anni di consegne: «Sicuro - dicono in coro - Continueremo a svegliarci alle 6 di mattina e ad aspettare l'apertura dell'edicola per acquistare per primi il giornale. Chissà - concludono divertiti - magari ci metteremo a fare le consegne dei quotidiani...».
L'ANNUNCIO SUL NOSTRO GIORNALE
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