Il Tirreno

Livorno

Patto Caritas-Procura: ai poveri le merci sequestrate

Lorenzo Taccini
La firma dell'accordo tra Simone Giusti, Francesco De Leo e suor Raffaella Spiezio
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La firma dell'accordo tra Simone Giusti, Francesco De Leo e suor Raffaella Spiezio

Livorno, l’accordo siglato in curia, davanti al vescovo Simone Giusti, il procuratore-capo Francesco Di Leo e la presidente della Fondazione Caritas suor Raffaella Spiezio

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LIVORNO. Nella sala Piccioni della curia, davanti al vescovo Simone Giusti, il procuratore-capo Francesco De Leo e la presidente della Fondazione Caritas suor Raffaella Spiezio hanno firmato un protocollo che è un’alleanza in favore delle famiglie più povere della città. In base alla convenzione con l’Agenzia delle Dogane, i beni con marchi contraffatti sequestrati dalla Guardia di Finanza veranno affidati alla Caritas perché li ridistribuisca fra le famiglie indigenti.

Fa gli onori di casa monsignor Giusti, che loga l’impegno del procuratore De Leo perché questa iniziativa andasse a buon fine: «Alla dogana di Livorno viene sequestrato moltissimo materiale che da oggi potrà andare a favore dei più poveri, soprattutto i bisogni primari come i generi alimentari».

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La Procura va «fiera di questo progetto», dice De Leo: dimostra che «non siamo solo un organo soltanto repressivo, ecco che favoriamo un’iniziativa di utilità civile e sociale in nome della giustizia». E aggiunge: «Dalla procura vengono coinvolti il tribunale e la polizia giudiziaria, prima di tutto per accertare la falsità dei marchi e la commestibilità degli alimenti. Questa è la prima iniziativa strutturata di questo genere». Il procuratore capo mette l’accento anche sul fatto che quest’iniziativa nel segno della solidarietà ha un beneficio anche sul fronte del risparmio: consente di evitare gli ingenti costi di smaltimento.

Suor Raffaella interviene per ringraziare («di cuore») a nome della Caritas: «Le famiglie in grave difficoltà sono aumentate: sia quelle italiane, sia quelle straniere».

Ma come si renderà “legali” i prodotti contraffatti? E’ suor Raffaella che spiega come verranno “nascosti” i marchi illegali: «Saranno apposti sopra i marchi contraffatti alcuni bollini con un marchio speciale e creato appositamente dalla Caritas per restituire all’oggetto la preziosità del dono e soprattutto per rendere “regale” un prodotto che non potrebbe comunque circolare contraffatto».

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