Oggi come secoli fa la peste è ovunque e minaccia la società
Cast d'eccezione per "MAraviglioso Boccaccio", il nuovo film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani che uscirà nelle sale il 26 febbraio
Qualche settimana fa in Regione i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, toscani di San Miniato, registi colti di fama internazionale, hanno ricevuto il Pegaso d’oro per il loro lavoro, una vita trascorsa dietro la macchina da presa a girare pellicole importanti, di denuncia civile e politica. Ora i due fratelli tornano sul palcoscenico fiorentino per la prima del loro nuovo film, ispirato a Boccaccio e a cinque novelle del Decameron. L’appuntamento è per il 20 novembre alle 20.45 al cinema Portico di Firenze dove saranno presenti i Taviani e una delle attrici protagoniste, Jasmine Trinca (l’evento è organizzato da Quelli della Compagnia Fst, biglietti in prevendita alla cassa del cinema, posto unico 8 euro, info www.quellidellacompagnia.it). Quella di stasera è di fatto un’anteprima che segue di poche ore quella romana. Poi a partire da giovedì 26 febbraio il film sarà distribuito nelle sale di tutta Italia.
Dopo quasi tre anni, dopo il premiato “Cesare deve morire” (Orso d’oro al Festival di Berlino, cinque David di Donatello su otto candidature ricevute) che narra con lo stile e il linguaggio di un docu-film la messa in scena del “Cesare”di William Shakespeare con interpreti i detenuti del carcere di Rebibbia, Paolo e Vittorio Taviani hanno dato questa volta uno sguardo alla storia e alla letteratura, viaggiando indietro nel tempo fino a incontrare Firenze negli anni - siamo nel Trecento - della grande epidemia di peste, che spinge dieci giovani a rifugiarsi in un casale in campagna per cercare di evitare il contagio. Così, per impiegare il tempo, cominciano a raccontarsi storie brevi sui più disparati argomenti, ma con un unico filo conduttore, quello dell’amore in tutte le sue sfumature, che diventa così un antidoto contro la sofferenza e contro le incertezze di quel periodo storico. Una storia che, per certi aspetti, rammenta situazioni che viviamo ancora oggi, in questi tempi anch’essi incerti e difficili.
«Raccontiamo questa storia, anzi queste storie ispirate al Decamerone di Giovanni Boccaccio perché accettiamo la sfida ai colori cupi della peste che ieri come oggi, in varie forme, è dappertutto. Una sfida in cui ai colori andiamo a contrapporre - spiegano i due fratelli registi - i colori trasparenti dell’amore, della fantasia e dell’impegno. Poi c’è il caso, come sempre, ma questo renderà più appassionante il nostro racconto». Una sfida, quindi, della quale hanno raccolto il testimone numerosi attori italiani che, messi insieme, rappresentano un cast veramente d’eccezione. Interpreti sono, infatti, Kim Rossi Stuart, Lello Arena (è il duca Tancredi di Salerno), Riccardo Scamarcio (Gentile de’ Carisendi), Kasia Smutniak (è Ghismunda), Jasmine Trinca (Giovanna), Vittoria Puccini (vista il 16 e 17 febbraio in tv nei panni della giornalista fiorentina Oriana Fallaci: nei film dei Taviani è Catalina), Michele Riondino (Guiscardo), Paola Cortellesi (la badessa Usimbalda), Carolina Crescentini (è Isabetta), Josafat Vagni (Federico degli Alberighi), Flavio Parenti (Nicoluccio Caccianemico).
Il film, girato a partire dalla primavera dello scorso anno, ha come sfondo numerosi scorci e paesaggi della Toscana. A Pistoia, ad esempio, nel maggio del 2014, i fratelli Taviani hanno girato - nelle piazze, strade e angoli nascosti del centro storico - le scene della peste. Con il supporto della Toscana Film Commission, il set ha poi toccato anche il Castello di Spedaletto e la Torre Tarugi a Pienza; il Castello di Potentino, nei pressi di Seggiano in Maremma; Badia a Settimo nel comune di Scandicci; il Castello Romitorio a Montalcino; il Palazzo Nobili Tarugi a Montepulciano (si tratta di un immobile che viene attribuito ad Antonio da Sangallo il vecchio); e Villa La Sfacciata che si trova vicino alla Certosa fiorentina, sulla collina di Giogoli, dalla quale si apre a perdita d’occhio uno dei panorami più emozionanti di Firenze. Alcuni set sono stati poi allestiti anche nel Lazio. Le novelle del Decameron che hanno ispirato il film sono la prima della quarta giornata che narra dell’amore fra Guiscardo e Ghismunda; della quinta giornata che ha come protagonista Federico degli Alberighi (che ama e non è amato); la novella di Calandrino (la terza dell’ottava giornata); quella della badessa e delle brache del prete (la seconda delle novelle della nona giornata) e quella di Messer Gentil de’Carisendi e Monna Catalina (decima giornata).
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