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Livorno

«Variante Prg, è possibile l’ok a metà»

«Variante Prg, è possibile l’ok a metà»

L’idea dell’Osservatorio Trasformazioni Urbane. Ma La Fauci (M5S) nega

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LIVORNO. Caos sulla variante necessaria per il Prg portuale. L’Osservatorio Trasformazioni Urbane cerca di fare chiarezza ma è scontro sull’interpretazione della legge: sugli strumenti urbanistici il porto e la città si sono trovati l’uno sulla strada dell’altra, e uno dei due doveva per forza cedere il passo; ma a chi tocca farsi da parte?

La precedente giunta Pd – viene fatto rilevare – aveva adottato la variante che di fatto cede all’Authority il pallino delle operazioni su Bellana, ex cantiere e Fortezza Vecchia. Nascevano così i progetti Porta a Mare, nuova Stazione Marittima, e Porto Mediceo. Ma cos’ha a che vedere questa cessione – si chiede oggi l’Osservatorio – con le questioni cruciali per il porto, quali i fondali e la Darsena Europa? «Nulla» risponde la referente Daria Faggi: «L’approvazione della variante non tocca in alcun modo le strutture operative del Porto, mentre sottrae a Livorno luoghi storici e preziosi per regalarli al Demanio».

«Tutta una scusa per un’operazione commerciale ai danni della Città, da attuare in tutta fretta proprio quando scadono i mandati di Gallanti e Rossi», accusa Tommaso Tocchini: «C’è un piano preciso per bloccare il turista che arriva via mare, l’approvazione d’imperio che la Regione minaccia è un abuso».

Già, perché tra il dire e il fare c’è di mezzo… l’approvazione: da mesi il governatore Rossi (e non solo lui) sprona Nogarin a firmare le carte ereditate da Cosimi, preannunciando, in caso di ulteriori ritardi, l’intenzione di scavalcarlo. «La legge prevede una doppia fase di adozione e approvazione, le varianti nascono nel mezzo per tenere conto dei cambiamenti della città» spiega Leonardo Bertelli: «Non c’è l’obbligo di approvare tutto il pacchetto, – afferma – la giunta può scegliere cosa tenere e cosa no».

Non la pensa affatto così il presidente della commissione urbanistica del Comune, Corrado La Fauci (M5S): «Fermi restando il no all’imposizione e le grandi perplessità rivolte alla Darsena Europa la legge non ci consente di effettuare tale selezione». Sta di fatto, comunque, che per tutti i partecipanti all’incontro in ogni caso questa variante, così com'è, non s’ha da fare.

Matteo Scardigli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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