Il Tirreno

Livorno

dopo la riforma

Stop agli esuberi in Provincia: 28 prepensionati

Cgil una assemblea pubblica a Palazzo Granducale: «Nuova proposta di legge: gran parte del personale, seguendo il trasferimento delle funzioni, tornerà in Regione. L'operazione ha bisogno di risorse che però ora non ci sono»

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LIVORNO. «La Regione sta lavorando a una proposta di legge che prevede il riassorbimento delle funzioni che a suo tempo la stessa Regione aveva delegato alla Provincia: gran parte del personale, seguendo il trasferimento delle funzioni, tornerà in Regione, ma l’operazione ha bisogno di risorse per sostenere i servizi che la Toscana andrà ad erogare ai cittadini. E al momento quelle risorse non ci sono, né per le Province né per le Regioni». A spiegarlo è Paola Meneganti (Rsu Cgil della Provincia), a margine dei lavori di una assemblea pubblica che la Cgil ha organizzato lunedì mattina a Palazzo Granducale.

Al centro il riordino delle Province e le ripercussioni su servizi e personale: circa 350 lavoratori a Livorno, 4000 in Toscana.

Le competenze che resterebbero alla Provincia e che quindi non andrebbero nelle mani della Regione sono: viabilità e manutenzione stradale, protezione civile, istruzione (parte programmazione), edilizia scolastica, pari opportunità e statistica turistica. Ancora incerti, dall’altra parte, il numero dei trasferimenti e le tempistiche. Ma il problema, sottolinea Meneganti, sono anche i tagli alle risorse decisi con l'ultima legge di stabilità: meno un miliardo alle Province nel 2015, meno quattro miliardi alle Regioni, meno due ai Comuni.

L'invito a guardare il bicchiere mezzo pieno arriva dai dirigenti Cgil Federico Bozzanca (segreteria nazionale Fp Cgil – responsabile autonomie locali) e da Debora Giomi (segreteria regionale Fp Cgil), presenti all'assemblea insieme a Maurizio Strazzullo (segretario Cgil Livorno), al sindacalista Giovanni Golino e a numerosi lavoratori.

«La proposta di legge in discussione in Consiglio – dice Giomi – è una proposta importante, con cui la Regione si impegna a riassorbire alcune funzioni: ci sono altre Regioni che, invece, lasceranno tutto nelle mani delle Province, un dramma. In Toscana, rispetto alla legge di stabilità, siamo sotto al 50% dei tagli: la previsione di legge può evitare processi di esubero, ci auguriamo che la legge venga approvata in tempi rapidi, entro il 30 di maggio quando la legge di stabilità obbliga le Province alla restituzione dei tagli al governo».

Per arginare gli effetti degli esuberi, fa sapere Paola Ganni, (Rsu Cgil), la Provincia ha predisposto la possibilità di prepensionamenti: per ora (ma non è definitivo) si parla di 28 persone tra il 2015 e il 2016 pre legge Fornero, più altre 9 persone (compresi tre dirigenti) con requisiti normali nel 2015. «La Toscana è messa meglio di altre Regioni – sostiene Bozzanca – non credo ci saranno grandi sorprese, tenendo conto che due grossi blocchi di personale di servizio verranno congelati: centri per l'impiego e polizia provinciale». Lo scorso 4 febbraio sindacati, Anci Toscana e Regione hanno sottoscritto un’intesa per garantire la tutela dei livelli occupazionali e salariali.

Rosanna Harper

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