Il Tirreno

Livorno

Ma era una tentata truffa a un PENSIONATO

«Le va di promuovere dei prodotti per me?»

«Le va di promuovere dei prodotti per me?»

LIVORNO. Pensionati, attenzione. Sono giunte al nostro giornale diverse segnalazioni della presenza di un presunto truffatore di anziani nella zona nord della città, tra la stazione, viale Carducci,...

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LIVORNO. Pensionati, attenzione. Sono giunte al nostro giornale diverse segnalazioni della presenza di un presunto truffatore di anziani nella zona nord della città, tra la stazione, viale Carducci, via Zola e il Gymnasium, in azione nella prima mattinata di ieri. Ma non è escluso che il truffatore possa aver colpito anche in altre zone.

L’uomo che prende di mira gli anziani si muove su una Mercedes classe A, scura, con targa del nord. Un tipo molto distinto ed educato, sui 35 anni, moro, capelli corti, un po’ stempiato sulla fronte. Questo il modus operandi del raggiro: il giovane è in auto, in sosta, come se stesse riordinando dei documenti di lavoro; alza la testa dai suoi fogli solo quando si trova davanti il malcapitato di turno. A questo punto scatta la trappola: «Incredibile! Ma che piacere vederti, come stai? Dai, non mi dire che non mi riconosci: sono il figlio del tuo ex collega (senza indicare un lavoro preciso o un cognome preciso), ricordi, ci presentò una volta, io ero un bambino… Quanto tempo è passato…». E giù tutta una serie di convenevoli classici: «Tu come stai? Come va? Ora sei in pensione? Nipoti?», una chiacchierata tranquilla, nella cordialità più totale.

Poi la conversazione, da copione, passa sul piano del lavoro del truffatore che fa il rappresentante per la ditta della moglie, con sede in Svizzera, di prodotti vari. Qui si arriva al nodo del raggiro: «Anzi, guarda, ora che mi ci fai pensare, visto che sei un uomo fidato - attacca il truffatore con scioltezza - Siccome con l'azienda non siamo presenti qui a Livorno e in città ci dava una mano il (nome di fantasia, ndr), sai quello che stava qui dietro ma che poi è morto... vorresti occuparti tu di farci un po’ di pubblicità?».

Ecco il passaggio clou dell’inganno: «Non c’è da fare niente, è tutto molto semplice: ti regalo dei nostri prodotti (una penna, due orologi – uno da uomo e uno da donna – un fermacarte, che l’uomo si affretta a buttare in una busta, ndr) che dovrai semplicemente mostrare in giro. Li indossi, li porti e se qualcuno ti chiede dove li hai comprati, devi soltanto dire che sono nostri prodotti». A questo punto, per fortuna, gli anziani che sono stati fermati dal 35enne hanno interrotto la conversazione insospettiti. E quindi non hanno accettato i “doni” dallo sconosciuto. Alcuni non si sono neanche resi conto che in realtà si trattava di un tentativo di raggiro. È stato un pensionato residente della zona che, dopo aver visto, qualche ora dopo, la stessa scena ripetersi qualche centinaio di metri più là, ha realizzato di trovarsi di fronte a una truffa. Ma quando ha chiesto aiuto a suo figlio, l’uomo si era già dileguato. IL caso è stato segnalato alla polizia.

Claudio Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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