Il Tirreno

Livorno

Filmato l’incendiario ecco il suo identikit

di Lara Loreti
Filmato l’incendiario ecco il suo identikit

Visionate anche le immagini delle telecamere di privati. Il comandante Pucciarelli: «È un atto di sfida da parte di qualcuno che ha poco da perdere. Ma andremo avanti»

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LIVORNO. Bianco, sui 40 anni, altezza media, circa un metro e 70 centimetri, corporatura normale, sui 70 chili, capelli scuri. Al momento dell’attentato indossava un eskimo verde, un paio di pantaloni grigi, una sciarpa e un cappello neri. E viaggiava su una bicicletta da donna, anche questa nera.

La risposta nei frame. È questo l’identikit dell’attentatore di via Pollastrini, che lunedì ha bruciato la Multipla dei vigili, su cui stanno lavorando gli investigatori della sezione giudiziaria della polizia municipale. Un profilo, già all’esame della polizia scientifica, che potrebbe essere arricchito dall’analisi dei frame della telecamera del Comune posta in piazza Civica, che ha ripreso parte dell’attentato. «L’esame minuzioso delle immagini ha lo scopo di acquisire dettagli che potrebbero essere preziosi per le indagini», spiega il comandante Riccardo Pucciarelli. È per questo che gli investigatori della municipale, coordinati dal capo della sezione giudiziaria investigativa Marco Vaccai e dal dirigente generale di area, Fabio Cerini, stanno acquisendo anche le immagini delle telecamere di privati. «Nella zona ci sono anche altri occhi elettronici di banche e negozi - dice Cerini - Per questo stiamo facendo sopralluoghi in Venezia e nelle aree limitrofe. Noi crediamo che l’incendiario sia arrivato in via Pollastrini dal lato di piazza Civica: la telecamera del Comune, nella sua rotazione, prima dell’attentato, per un secondo ha ripreso la sagoma di un ciclista che sembra lo stesso che poi ha dato fuoco alla Multipla». Analisi in corso anche sulla bottiglia trovata sul posto, usata per versare il liquido infiammabile: il reperto è stato inviato alla scientifica a Firenze. Indaga anche la Digos.

Movente: multe? Più probabile sfratti. Durante la settimana scorsa la polizia municipale ha eseguito alcuni sfratti, già previsti nel calendario dei casi di morosità. Casi che la sezione investigativa giudiziaria sta analizzando, per capire se possa esserci qualche collegamento con l’attentato di lunedì. Ma questa non è l’unica pista seguita dagli uomini di Cerini: i vigili stanno anche analizzando i verbali, contestati negli ultimi giorni, che hanno portato a denunce per furti, reati ambientali, abusi edilizi e così via, ma anche a sanzioni a locali pubblici e altro. Uno sguardo, ma meno convinto, anche alle multe: proprio lunedì mattina c’era stata una protesta in Comune, ma il comandante Pucciarelli non la pensa così: «Stiamo facendo un’analisi approfondita della nostra attività recente, al di là del traffico, quindi extra codice della strada. Credo che prendere una multa per viabilità non faccia piacere a nessuno e che possa suscitare rabbia, ma qui stiamo parlando di un’altra cosa. L’ira per una sanzione non può arrivare a spingerti a un atto del genere. Questo non è un gesto di rabbia, come tirare un pugno contro l’auto dei vigili che ti hanno fatto la multa. Questo è un attentato preparato: l’incendiario ha preso una bottiglia, l’ha riempita di liquido infiammabile, poi si è travisato e ha colpito di giorno. Credo che dietro ci sia qualcosa di più consistente della mera contravvenzione». Sul fronte politico, Pucciarelli ribadisce che, a suo avviso, se fosse un gesto di quel tipo ci sarebbe una rivendicazione: «Chi agisce per motivi ideologici non vede l’ora di farlo sapere. Non mi sembra questo il caso».

«Un atto di sfida». Impossibile non riflettere sulla sfrontatezza dell’attentatore: «Ha agito sotto le finestre della giunta e del sindaco, e davanti alle telecamere - nota Pucciarelli - questo è un gesto di sfida a noi, al Comune, alle istituzioni, ma comunque non di matrice politica. Siamo amareggiati, ma non ci sentiamo vulnerabili, anzi. Va detto, però, che quando in una città si arriva a manifestare le proprie opinioni così, è brutto segno: rattrista. Noi andiamo avanti».

Nogarin: grande dispiacere. «L’indagine è in corso e tutti stanno lavorando per individuare l’autore - esordisce il sindaco Filippo Nigarin - È un gesto isolato, compiuto da una persona che ha dei risentimenti legati a multe prese, o cose del genere. Non lo vedo come un atto di contestazione verso il Corpo dei vigili, il sindaco o verso l’operato della giunta. Penso invece all’azione di un folle. Da parte nostra non c’è preoccupazione, ma dispiacere: è stato preso di mira uno strumento di lavoro che appartiene alla collettività, quindi il danno è per tutta la città».

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