Gioco
«L’ospedale non va, il sindaco intervenga»
Il Fials bussa alla porta di Nogarin: prenda una posizione davanti al taglio su personale e posti letto
LIVORNO. Il sindacato Fials - il più rappresentativo tra i lavoratori ospedalieri con oltre mille iscritti - torna all’attacco. Non solo contro la gestione dell’Asl 6 - più volte definita «disastrosa» - ma anche contro l’amministrazione comunale a 5 Stelle (che dal Fials fino a due mesi fa aveva ricevuto un deciso sostegno). Lunedì prossimo il sindacato busserà alla porte del sindaco Nogarin e chiederà una presa di posizione ben precisa di fronte ai mille problemi della sanità livornese. In favore dei lavoratori dell’Asl ma soprattutto in favore di una buona sanità. «È in atto una ristrutturazione del servizio sanitario: sono state fatte scelte che fanno migrare la popolazione in altre realtà sanitarie», attacca il segretario Fials Massimo Ferrucci.
9 milioni di tagli al personale. Dati alla mano Ferrucci mostra i conti dell’azienda sanitaria locale e chiede la motivazione strategica della scelta: «Nel 2012 sono stati tagliati 7 milioni di euro per il personale, nel 2013 ulteriori 1,6 milioni. Risultato: apparentemente si è forse dimostrando di essere un’azienda virtuosa mentre in realtà si è andati a tagliare servizi per i cittadini».
Sprechi inutili. «Per la progettazione del nuovo ospedale vennero stanziati 500 mila euro dall’Asl - ricorda Ferrucci - di cui sono stati spesi 454 mila euro per studi di fattibilità e il resto frazionato in altre spese per il progetto: 35mila euro per un percorso normativo giuridico, 1680 euro e 2144 euro diretti a dei tecnici».
Criticità infinite. A fronte di questi conti, le problematiche dentro viale Alfieri non si contano più, accusa Daniela Boem. «Stiamo affrontando una forte restrizione di risorse che penalizza i lavoratori ed i servizi mettendone quindi a rischio la qualità. Il primo problema è quello dei posti letto. «Si è verificato un ulteriore ridimensionamento dei posti letto: siamo a 2,19 ogni mille abitanti, contro una media regionale di 3,15. Sono sparite le specialistiche tagliando così altri 40 posti letto e ciò provoca gravi ripercussioni». Boem inizia la lista: «Al pronto soccorso le medicherie sono solo quattro ed è inevitabile l’accumularsi dei pazienti. Inoltre la presenza dei così detti “invisibili”, pazienti in barella in attesa di ricovero che stazionano nei corridoi (i posti di degenza breve sono 16, ndr), non aiuta il lavoro degli infermieri che devono assistere quest’ultimi e seguire le urgenze». Poi uno sguardo sulla Recovery Room: «L’area riservata alla fase post operatoria di risveglio diviene spesso anche sala di terapia intensiva, in quanto la rianimazione è stata ridotta ad una sola, sempre piena. Ciò comporta un’intensificazione dell’orario di lavoro massacrante». A psichiatria le cose non vanno meglio: «Il reparto ha 16 posti letto ma in media la degenza conta 20 persone con sovrappopolamento di pazienti, promiscuità sessuale, di età, nonostante la convenzione con la Stella Maris per i minori, e patologica senza incremento del personale. La legge di accreditamento regionale cita che ove il numero di ricoveri supera il previsto non vi è più sicurezza garantita».
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