Il Tirreno

Livorno

l'intervista

"L'ho inseguito per le vie della Venezia, ma poi l'ho perso"

Lara Loreti
Luca Conti, l'agente che ha rincorso il ciclista nella Venezia (Marzi/Pentafoto)
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Luca Conti, l'agente che ha rincorso il ciclista nella Venezia (Marzi/Pentafoto)

Parla il vigile che ha rincorso l'attentore di via Pollastrini. "L'ho perso di vista all'altezza del locale Il Mediterraneo: ero a piedi e lui andava fortissimo. Purtroppo non ho incrociato nessuno che potesse aiutarmi"

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LIVORNO. “Stavo uscendo dal comando, dove ero andato a fare una commissione di servizio, e stavo andando a prendere un’auto in sosta vicino all’ingresso del palazzo quando ho sentito una collega che urlava a pochi passi dalla nostra Multipla che bruciava. In quel momento un passante mi ha detto: “E’ in bici, sta scappando di là!" Allora non ci ho pensato due volte e mi sono lanciato all’inseguimento”.

Luca Conti, della sezione sicurezza pubblica della polizia municipale,  è l’agente che lunedì pomeriggio ha rincorso l’attentatore di via Pollestrini, l’uomo che ha dato fuoco a un’auto della polizia municipale, per poi fuggire in sella a una bici da donna nera. “Io avevo in mano una cartellina, ma appena ho visto il ciclista scappare l’ho lanciata via, su una delle nostre auto, e ho iniziato a correre”.

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L’agente gli sta alle costole, ma  non è facile: “L’ho inseguito per via Pollastrini, poi lui ha svoltato a sinistra sugli Scali Finocchietti, quindi ha imboccato gli Scali degli Isolotti, attraversato il ponte di via Borra per poi svoltare a sinistra sugli Scali del Ponte di Marmo. Quando, dopo il locale Mediterraneo, ha svoltato a destra, l’ho perso di vista. Ero a piedi, con la pistola e il cinturone, e non ce l’ho fatta a stargli dietro: lui con la bici andava fortissimo”.

L'attentatore è stato fortunato: in quei minuti la Venezia sembrava deserta. "Purtroppo non ho incrociato nessuno che potesse darmi una mano, una persona in motorino o in scooter: niente, neanche un'auto che avesse potuto rallentare la sua corsa. Lui ha trovato tutte le vie di fuga libere. E io alla fine ho dovuto desistere. Purtroppo l'ho sempre visto di spalle e lui ha mantenuto il volto coperto dalla sciarpa".

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