LIVORNO Proprio mentre siamo alla stretta decisiva per capire se andrà in porto o no il Prg delle banchine, proprio mentre impazza il toto-nomi per la presidenza dell’Authority. Ecco che rispunta fra bitte, fork lift e gru la patata bollente della privatizzazione della Porto 2000, la società pubblica che ha in gestione il porto passeggeri ed è in mano all’Authority (quasi il 72%) e alla Camera di Commercio (attorno al 28%).
IN COMITATO PORTUALE. A quanto è dato sapere, il comitato portuale in cartellone per venerdì ha nell’ordine del giorno anche la questione del bando: resta da capire se si tratta di presentazione del bando in modo un po’ più ravvicinato di quanto sia stato fatto finora o, invece, dell’annuncio della pubblicazione formale vera e propria con tutti gli effetti giuridici che ne conseguono. Si entra dunque nella settimana decisiva per l’ “affaire” della privatizzazione della società del porto traghetti e crociere. È vero che poco prima di Natale il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti aveva indicato la metà di gennaio come possibile data in cui avrebbe messo in pista i bandi (al plurale sì, perché non si parlava solo della privatizzazione della Porto 2000 ma anche dell’affidamento dei bacini). Non era una scadenza e tuttavia quell’orizzonte temporale non è stato rispettato: del resto, già in passato era stato pronosticato che il Prg portuale avrebbe avuto l’ultimo timbro entro agosto scorso (ma si scopre l’acqua calda a dire che la nuova amministrazione pentastellata, arrivata a Palazzo Civico a giugno, ha più di un dubbio sullo strumento urbanistico messo a punto da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale).
È LA SETTIMANA-CLOU. E non è affatto un caso, dunque, se si apre oggi con i lavoratori della Porto 2000 che si riuniscono in assemblea: sono sul piede di guerra da mesi perché temono una svendita con poche garanzie, a cominciare da quelle relative al proprio posto di lavoro. Non solo: non vogliono che il bando arrivi prima che il Prg sia entrato in vigore e che alla Porto 2000 vengano formalmente consegnate le aree dell’Alto Fondale (ora in mano alla Cilp dei portuali). Sullo sfondo c’è anche qualcos’altro. Prima di lasciare la guida della Porto 2000, Roberto Piccini aveva parlato di «fondata speranza» di tornare nel 2016 ai livelli record del milione di passeggeri raggiunto nel 2012. A tal riguardo, ecco un susseguirsi di annunci di grandi operatori che tornano a Livorno dopo aver fatto l’occhiolino a La Spezia: 1) Msc che porta qui la propria love boat Armonia insieme a un flusso che vale 50.000 turisti; 2) Pullmantur, costola spagnolo del colosso Royal Caribbean, che mette su Livorno 32 scali con un traffico di 70.000 vacanzieri; 3) la super-ammiraglia Carnival che nel viaggio inaugurale nella primavera del prossimo anno toccherà le nostre banchine con la propria città galleggiante da 5.000 persone.
IL TONFO BIS. Il presente però è ben più mesto e lo raccontano le cifre ufficiali dell’Authority relative ai traffici delle navi da crociera nei dodici mesi dello scorso anno: 626.356 turisti, un tonfo del 15% in meno rispetto al 2013 che già aveva fatto registrare un tracollo del 29%. Ben al di sotto cioè delle previsioni degli esperti che avevano pronosticato per Livorno una sostanziale tenuta nel 2014 (basti guardare alle stime che parlavano di 730.000 arrivi). In pratica: nel giro di due anni sono spariti oltre 400.000 croceristi mentre si sono contate 341 navi. Lontani cioè anni luce dal record del 2008 (564). Siamo tornati, dunque, agli standard che le crociere avevano raggiunto alla metà del decennio scorso.