Il Tirreno

Livorno

È nato “Livorno” il cammellino del circo Orfei

di Lara Loreti
È nato “Livorno” il cammellino del circo Orfei

Il cucciolo bianco è venuto alla luce ieri mattina ed è sano ma fuori dal tendone a Stagno gli animalisti contestano

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LIVORNO. “Comme si bello a cavallo a stu camello cu o binocolo a tracolla, cu o turbante e o narghilè...”. Dall’Oriente a Napoli, da Napoli a Livorno, anzi per la precisione a Stagno. È nato lungo l’Aurelia ed è così piccolo che neanche sembra un cammello. Ieri mattina al circo Orfei è venuto alla luce un cammellino bianco che, in onore alla nostra città, è stato chiamato Livorno. Il cucciolo rappresenta la terza generazione di una famiglia di cammelli che segue da anni il circo Orfei,che gira l’Italia con la sua carovana. In città Moira e il suo staff sono arrivati mercoledì della scorsa settimana e rimarranno fino a lunedì 23. Le tende sono state sistemate in una vasta area lungo l’Aurelia, tra le polemiche sollevate da alcuni cittadini, che avevano anche scritto una lettera di protesta al sindaco Lorenzo Bacci.

Il cammellino bianco è nato in un tendone appartato, dopo una lunga e delicata gestazione durata 13 mesi. «Il parto in sé è stato abbastanza veloce - dice Giorgio Vidali, uno dei collaboratori del circo di Moira Orfei - e nella fase clou abbiamo fatto in modo che la cammella madre fosse sola e tranquilla. Accanto a lei c’eravamo noi assistenti, che ci consideriamo un po’ i padri “putativi” del piccolo Livorno». La mamma e il papà fanno parte del parco animali del circo e, come sottolineano gli assistenti di Moira, anche loro stanno bene.

Ora il cucciolo è tenuto al caldo e può essere visto dal pubblico che si reca al circo. Il piccolo, appena nato, è stato subito visitato dal veterinario che ha rassicurato tutti sulla buona salute dell’animale. Padrino di “Livorno” è Stefano Orfei, figlio di Moira e marito di Brigitta Boccoli. E’ lui l’addetto alla cura degli animali all’interno del circo. Il cammellino ha già imparato a bere il latte materno e la cosa particolare - come sottolineano dal circo - è che il neonato sia bianco come la mamma, colore più raro, e non marrone come il babbo.

«Siamo molto felici per il nuovo arrivato: noi ci consideriamo una grande famiglia. Qui al circo siamo cento persone e per noi stare con gli animali è una gioia. Ci fa piacere poi il cucciolo sia nato in una città bella come Livorno: stiamo pensando di fargli assaggiare subito un po’ di cacciucco», scherza Giorgio. E’ per questo che al cucciolo è stato dato il nome della nostra città, anche se c’è chi, in onore alla sua provenienza asiatica, gli ha dato come secondo nome Mustafà: del resto la simbologia legata al cammello è da sempre abbinata all’oriente e agli oggetti tipici di quella tradizione, proprio come nella canzone napoletana cantata da Renato Carosone.

«Quando i nostri animali si riproducono, per noi è un grande motivo di gioia e di benessere psicofisico. Ci teniamo a sottolineare, anche rispetto alla posizione degli animalisti, che i nostri esemplari sono sani, ben tenuti e vivono in un ambiente sereno. Qui a Livorno alcune persone ci hanno criticato, ma da noi nessuno è in cattività», dicono dal circo Orfei. Ma la posizione degli animalisti è ben diversa: la protesta si focalizza soprattutto sul fatto che gli animali non sono tenuti liberi, anzi vengono usati per spettacoli a pagamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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