Il Tirreno

Livorno

scuole chiuse il sabato

«E i bus per gli studenti pendolari?»

«E i bus per gli studenti pendolari?»

Bastogi (Ctt) critico, Mirabelli (Pd) chiede conto al presidente Franchi

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LIVORNO. «Dove è stato discusso questo provvedimento? Nella conferenza dei capigruppo no, nel consiglio provinciale no. Chiederò al presidente della Provincia di convocare una conferenza dei capigruppo con i tecnici per avere delucidazioni esaustive. Conosco e comprendo le difficoltà di bilancio della Provincia, ma le scelte che riguardano le competenze delle Province devono essere valutate attentamente». A dirlo è il capogruppo del Pd a Palazzo Granducale, Federico Mirabelli, dopo che la Provincia ha chiesto ai presidi delle scuole superiori di togliere il sabato (dal prossimo anno) dall’orario scolastico, per risparmiare.

A Mirabelli ha risposto su Facebook il dirigente del Ctt (l’ex Atl) Bruno Bastogi: «Non entro nel merito della scelta, che non mi compete, ma chi porta gli studenti pendolari a casa nel tardo pomeriggio? Lo sanno che molte frazioni non sono collegate ?». E sul suo profilo social rincara: «Ma queste menti pensanti hanno valutato quanto sta dietro a una simile proposta? Mense, trasporti... hanno riflettuto su cosa vuol dire essere pendolari?».

Sono state molte, ieri, le reazioni alla notizia pubblicata dal Tirreno. «Vorrei invitare a riflettere – scrive il prof Fabrizio Dal Canto in una lettera al giornale – sulla inutilità sia dal punto di vista prettamente economico che didattico. Come è stato scritto l'attività didattica del sabato verrebbe recuperata nei pomeriggi. Non si sa in Provincia che le scuole il pomeriggio non sono chiuse ma hanno diverse attività didattiche curricolari e integrative come corsi di recupero o interventi educativi legati a progetti? Forse queste verrebbero spostate al dopocena? O eliminate? E, visto che si tratta di risparmiare, tutto verrebbe fatto a termosifoni spenti e i ragazzi dovrebbero portarsi da casa apposite torce elettriche? Faccio presente che già ora il lunedì le aule sono fredde, figuriamoci con due giorni di fermo di riscaldamento». «Spero che questa proposta – conclude – sia solo frutto del nervosismo che forse si vive in Provincia in questo periodo, perché si stanno facendo dei gravi danni alla scuola».

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