Il Tirreno

Livorno

27 milioni in 10 anni ma i nuovi reparti non sono a norma

27 milioni in 10 anni ma i nuovi reparti non sono a norma

L’Asl: «La ristrutturazione di quei padiglioni è già vecchia non rispecchia le norme antisismiche e andrà rifatta»

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LIVORNO. 27 milioni e mezzo di euro, che con l’accordo in via di definizione tra Asl 6 e Inso Spa per la consegna del secondo padiglione, ora saliranno a circa 29 milioni.

Si penserà: aver speso tanti soldi per ristrutturare una serie di padiglioni di viale Alfieri, non può che rappresentare un buon punto di partenza per l’opzione B della sanità livornese, vale a dire il restyling del vecchio ospedale al posto del nuovo. E invece non è così.

L’architetto Icilio Lanini dell’area tecnica dell’Asl lo dice senza tanti giri di parole: «Sì, si è speso tanto, ma ora si dovrebbe rifare tutto». Possibile? «E’ così», insiste Lanini.

«E’ chiaro - aggiunge - che se si deciderà di puntare sul recupero di viale Alfieri, le strutture su cui in questi anni sono state messe la mani potrebbero essere le ultime ad essere ristrutturate, dando la priorità ai padiglioni che non vengono toccati da anni. Ma alla fine anche quelle dovranno essere rese adeguate».

Al di là delle ormai superate carattestiche strutturali dell’ospedale di viale Alfieri (a partire dagli altissimi soffitti nati per l’areazione dei locali e non più necessari, anzi problematici per i costi di riscaldamento e per la razionalizzazione degli spazi, ad arrivare alla conformazione stessa a padiglioni del nostro nosocomio), il problema che pone Lanini è soprattutto legato alle normative.

«Non ho problemi a dire che la ristrutturazione di questi padiglioni è già vecchia - sostiene il tecnico dell’Asl -. E il motivo è semplice e quasi ovvio: si è ristrutturato con la testa del 2000. E se anche negli anni, man mano che i cantieri sono stati aperti, si è sempre cercato di migliorare la ristrutturazione rispetto alle previsioni iniziali, si tratta di ristrutturazioni comunque già vecchie». A partire dalla questione antisismica. «Tutti i padiglioni ristrutturati restano non antisismici, perché non rispettano la normativa entrata in vigore nel 2008 (con il decreto ministeriale del 14/4/2008 sulle norme tecniche di costruzioni, ndr)».

Dunque? «Non entro nel dibattito sulla costruzione dell’ospedale nuovo o sulla ristrutturazione del vecchio, ma una cosa è bene che sia conosciuta - continua Lanini -: che se qualcuno pensa di avere un ospedale ristrutturato in tre o quattro anni, magari sfruttando il fatto che negli ultimi anni sono stati spesi 27.5 milioni di euro per una serie di ristrutturazioni, beh, si sbaglia di grosso. Quei lavori possono servire solo a rimandare un’ulteriore opera di adeguamento, perché si tratta di strutture che sono già state nuovamente superate».

(giulio corsi)

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