Gioco
Quelli delle ronde con torcia, cellulare e spray fosforescente
Massa: «Facciamo foto alle persone equivoche e le inviamo al prefetto». Il racconto delle uscite in strada, tra polemiche e perplessità
MASSA. «Ci muoviamo in base alle segnalazioni dei cittadini. Andiamo in giro con un cellulare e una torcia e la nostra attività vuole prevenire i reati. Vogliamo scoraggiare i malviventi che rubano nelle case. Molto spesso colpiscono gli indifesi, come gli anziani e i disabili». Stefano Benedetti – consigliere massese di Forza Italia – nel 2008 ha fondato l’associazione “SSS Soccorso sociale e sicurezza”. Un sodalizio attivo, nonostante il precedente sindaco di Massa sia stato costretto a firmare un’ordinanza comunale, a causa degli scontri con gli attivisti locali dei Carc – i Comitati di appoggio alla Resistenza comunista – che vieta l’attività di Benedetti e soci.
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Un’iniziativa controversa, quella delle ronde, che ha suscitato dubbi e distinguo. Ma, incuranti di tutto ciò, i volontari continuano a pattugliare, anche se senza la pettorina fosforescente. Lo hanno fatto, l’ultima volta, dieci giorni fa a Marina di Massa, nella zone di Bondano e Ricortola ma vorrebbero farlo più spesso. «Al comune avevamo proposto una convenzione – spiega Benedetti – e vorremmo battere le strade nei momenti di particolare necessità. Ho un buon rapporto con il sindaco e vorrei proporlo al prefetto». Quando si verificano i furti nelle abitazioni capita che i cittadini si rivolgano all’associazione. E i membri scendono in strada. Con quale utilità è difficile saperlo, ma loro sono convinti di rendere così le loro strade più sicure. «Sabato scorso – racconta Benedetti – ho seguito due sospetti stranieri. Si aggiravano a Marina di Massa sbirciando nei giardini. Erano interessati a qualcosa. Magari, di lì a poco, sarebbero ritornati per colpire. Li ho fotografati e ho inviato le immagini al prefetto e al sindaco».
In passato le ronde massessi giravano con lo spray al peperoncino. «Poi uno di noi – rivela Benedetti – per errore se lo è spruzzato in faccia». Così arriva la bomboletta alla vernice fosforescente. «Se il ladro fosse scappato, magari nella vegetazione – spiega il consigliere comunale – il colore fosforescente lo avrebbe reso individuabile anche di notte e fino all’arrivo delle forze dell’ordine». Oggi però le uniche “armi” dei trenta iscritti, che generalmente girano in coppia, sono torcia e smartphone. A Massa anche altri cittadini chiedono di organizzare le ronde notturne. Come a Succisa Pollina, nel comune di Pontremoli. E a Camaiore, Grosseto, Pietrasanta e Poggio a Caiano. A Monsummano Terme, invece, è attivo da anni il progetto “Occhi sulla città”, che da quest’anno prevede la vigilanza nei giardini pubblici. «Ma per favore non chiamatele ronde», ha precisato nelle settimane scorse il sindaco Rinaldo Vanni.
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