Il Tirreno

Livorno

Farmacie, no alla vendita via alla gestione diretta

di Matteo Scardigli
Farmacie, no alla vendita via alla gestione diretta

L’assessore Lemmetti mostra i conti (in rosso) e spazza via l’ipotesi privatizzazione «Da oggi gestione più efficiente, a partire dallo stop agli stipendi ad personam»

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LIVORNO. «Non venderemo le farmacie comunali». Parola dell’assessore Gianni Lemmetti, che promette: «Entro un mese sarà pronto il piano di rilancio per eliminare gli sprechi e tagliare gli stipendi d’oro».

Che le farmacie comunali a Livorno siano in perdita è un dato di fatto: il 2013 ha fatto segnare il terzo anno consecutivo in rosso (ma la tendenza al ribasso è decennale), con una perdita di 300mila euro. Colpa della crisi, certo, ma anche, e soprattutto, «di una inefficiente gestione della logistica e di retribuzioni per i dipendenti spesso sproporzionate» prosegue lo stesso Lemmetti.

Non è un mistero che la vecchia giunta avesse avanzato l’ipotesi privatizzazione, facendo subito gridare allo “scandalo svendita” da parte delle opposizioni. Dallo scorso giugno però, con il cambio della guardia a palazzo Civico, la questione era rimasta in sospeso. Oggi l’Amministrazione 5 Stelle, incalzata dal consigliere Marco Cannito (Città Diversa), veterano della questione, ad «uscire dal guscio perché cambiare non è più un’opzione ma una necessità», svela le sue carte: no alla vendita né alla riduzione del servizio, sì a ricapitalizzazione e investimenti.

Verso la gestione diretta. «Stiamo studiando il ritorno alla gestione diretta da parte del Comune, senza gli utili della partecipazione», precisa l’assessore al bilancio. «Non si lucra sulla salute, il nostro obiettivo è far arrivare i medicinali nei tempi più rapidi a chi ne ha bisogno».

La giunta, nel frattempo, a fine anno aveva già obbligato Liri, l’azienda che gestisce per conto di palazzo Civico l’acquisizione e la distribuzione dei farmaci (la gestione delle farmacie è affidata invece a Farmali), ad una ricapitalizzazione da 362mila euro, con il risultato che tra il 2013 e il 2014 il passivo si è ridotto di circa 100mila euro, ovvero quasi del 40%.

Liri, liquidazione confermata. «La Liri andrà in liquidazione come previsto, al Comune rientreranno le reti di acquisizione e distribuzione dei farmaci», prosegue Lemmetti.

«Avremo un servizio calibrato ed efficiente, non saremo obbligati a vendere dal decreto Cottarelli».

Una nuova farmacia. E per quanto concerne gli investimenti l’assessore rilancia: «La tendenza alla riduzione del debito ci fa ben sperare, stiamo vagliando anche l’ipotesi dell’apertura di una nuova farmacia».

Piazza Grande in rosso. Delle nove strutture ad oggi attive, cinque sono in attivo e quattro in passivo; la quasi totalità del rosso, circa 270 mila euro l’anno, è però generata dalla 6 (via Saragat) e dalla 8 (piazza Grande).

«Basta stipendi ad personam». «Le indagini dell’Ufficio partecipate hanno indicato che la logistica è da rivedere, ma c’è qualcosa nelle politiche del personale che oggettivamente non torna», conclude Lemmetti. «Ci sono stati casi di negoziazione del compenso per alcuni dipendenti che pesano indebitamente sui bilanci, doveroso dire basta alle retribuzioni ad personam».

Efficienza, non principio. Nel dibattito fra gestione pubblica e privatizzazione dei servizi collettivi la giunta Nogarin sceglie qui l’efficienza, senza trincerarsi dietro questioni di principio.

E’ ciò che sottolinea lo stesso assessore: «Non esiste un’opzione sempre giusta, abbiamo valutato e scelto questa perché riteniamo che sia la migliore affinché le farmacie pubbliche non diventino un esercizio commerciale ma rimangano un presidio sanitario territoriale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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