Gioco
Altre foto di Miranda ma adesso c’è anche chi inizia a staccarle
I maxiposter sono apparsi in altri punti della città però alcuni si armano di raschietto o di pennelli e vernice
LIVORNO. Arrivano nuove grandi foto firmate “Miranda” sui muri di mezza città e se da una parte arrivano anche parole di apprezzamento per le opere di “street art”, dall’altra arrivano le prime cancellature, sia a colpi di raschietto che di vernice.
E uno dei punti topici di tutto questo è certamente piazza Guerrazzi, dove sono apparse, sui casotti del parcheggio sptterraneo le maxi immagini dell’artista (o forse parliamo di un gruppo di artisti) che si firmano “Miranda”. In particolare, chi transita per via Grande, si trova a incrociare lo sguardo con due enormi occhi femminili. Sul lato del casotto, più piccola, una foto di una donna, che non necessariamente sembra essere la stessa degli occhi.
Qui però, nei giorni scorsi, c’è stata l’eliminazione di una delle gigantografie: infatti su uno dei casotti c’era una grande immagine della primavera araba con dei poliziotti che fronteggiavano dei dimostranti. Ebbene ora la grande foto non c’è più: gli addetti Aamps la hanno staccata dal muro.
Altre foto portano i segni o di tentativi di distacco o proprio sono state staccate, (oppure anche coperte se piazzate in spazi destinati alle pubbliche affissioni). Ad esempio succede con la foto del calcio con i tacchi a spillo (sull’antico edificio davanti all’ingresso della Fortezza Nuova), dove qualcuno aveva anche imbrattato il ritratto di Lenin che la aveva preceduta nella stessa location.
Decisamente curioso, poi, il destino del maestoso sikh (un appartenente a un gruppo religioso indiano), con tanto di turbante, apparso su un muro all’angolo tra via Firenze e via Stenone, che dopo essere stato scambiato per un mussulmano, è stato eliminato dal muro a colpi di pennello.
Sulla vicenda torna l’assessore alla cultura Serafino Fasulo, che “al di là dell'apprezzamento soggettivo” specifica “che è un'iniziativa di cui il Comune non è minimamente informato. Non sappiamo quali siano gli obiettivi dell'autore. Se ci vuole suggerire che le opere d'arte migliorano l'immagine della nostra città ci trova d'accordo”. Fasulo però ricorda qche questa è anche “un'operazione di marketing e non del tutto lecita”, visto che le affissioni vanno pagate e soprattutto hanno delle regole, e chi viole “rischia delle sanzioni”. Fasulo invita quindi “l'autore a presentarsi si all'Amministrazione, per vedere, se lo desidera, in che forme si può valorizzare il suo lavoro”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
