Il Tirreno

Livorno

Addio al ragazzone buono come il pane

Addio al ragazzone buono come il pane

Tornitore, ristoratore, l’impegno come volontario nel sociale: Mirko Cignoni era un nugolese doc benvoluto da tutti

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LIVORNO. Il suo entusiasmo travolgente era in grado di conquistare chiunque, a un primo sguardo. «Mirko aveva sempre voglia di giocare». Le parole di Giovanni Bacci, padre di Lorenzo sindaco di Colle, sono quelle che meglio descrivono la personalità vivace di Cignoni, «un ragazzo buono come il pane», morto a soli 34 anni in seguito alle ferite riportate in un terribile incidente, sulla 206 giovedì mattina.

Nato e cresciuto a Nugola, Cignoni faceva il tornitore, anche se da qualche mese era in aspettativa per problemi di salute. Ma nel passato si era cimentato anche in altri lavori, compreso quello dell’imprenditore. Per qualche tempo, infatti, aveva gestito il locale Le Barrique nella Venezia a Livorno, in via Buia. Ma Mirko era molto attivo anche nel sociale, passione che aveva ereditato dai suoi. La mamma Stefania è l’anima dell’associazione Nugolandia, dove lei svolge varie attività, in primis quella di cuoca, organizzando iniziative varie in paese, soprattutto d’estate. Il padre, Valerio Cignoni, camionista di professione, fino allo scorso anno era consigliere comunale di Colle con Rifondazione.

Mirko lascia nel dolore anche il fratello Alessio, 37 anni. Una bella famiglia, conosciutissima a Nugola - abita in via Poggio alla Rossa - e in tutto il territorio di Colle. «Gente altruista e rispettosa che davvero non meritava un dolore del genere - dice una vicina di casa - Mirko, poi, era un ragazzo splendido. Incrociarlo per strada, mi dava una grande gioia. E io potevo essere certa che se non lo vedevo, lui mi chiamava per salutarmi, anche se mi notata a decine di metri di distanza».

E poi c’era lei, Libera Camici, l’amore della sua vita. I due si sono conosciuti da piccoli: lui avrebbe compiuto 35 anni a luglio, lei ne avrà 34 ad agosto. I due sono cresciuti insieme e si sono amati profondamente, sin dal primo giorno. Cinque anni fa, hanno coronato il loro amore col matrimonio, una bella festa celebrata a Colle. E poi sono andati a vivere in paese, in via Roma. Lei lavora in gelateria all’Ipercoop a Livorno, lui era sempre attivo su mille fronti. E poi, per il resto, erano sempre insieme, nelle uscite pubbliche di lei, vicesindaca di Colle, da 5 anni al fianco di Lorenzo Bacci nel Pd, e nel privato, tra parenti, amici e vacanze.

La vita non è stata generosa con Mirko e Libera: li ha messi a dura prova tra mille ostacoli. Ma una cosa non gliela ha negata: la forza e il sentimento di affrontare insieme le difficoltà e le paure, che così sono diventate più leggere.

Ora accanto a Libera, devastata dal dolore, ci sono i familiari e i colleghi della giunta, Lorenzo Bacci, gli assessori colligiani Donatella Fantozzi e Riccardo Demi, e tutti gli altri amici. Ieri in ospedale, per tutta la giornata, non si è mai fermato in via vai di gente, accorsa per stare vicino a lei e ai genitori di Mirko, distrutti, insieme all’altro figlio Alessio.

Lei è stravolta, anche se, come dice un’amica di famiglia, «Libera è una donna forte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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