Gioco
Caro parcheggi all'ospedale, rabbia quotidiana: «Dobbiamo versare la gabella sul dolore»
Una giornata con chi si ferma al Santo Stefano di Prato sempre esaurito il piazzale vicino invaso da polvere e fango
PRATO. La vivono un po’ come una gabella sul dolore come se, ormai, anche andare a curarsi fosse diventato un lusso. Ospedale Santo Stefano, s’avvicina l’ora di pranzo: l'antipatia delle persone per la macchinetta mangiasoldi si palesa quando il display indica la cifra da pagare. Succede alla periferia di Prato, frazione di Galciana, dove il nosocomio inaugurato un anno e mezzo fa somiglia a una cattedrale nel deserto.
Anche qui, come al San Jacopo di Pistoia o al San Luca di Lucca le aree parcheggio sono gestite dall'Apcoa Parking Italia per conto di Ge.Sat, società che ha in concessione i tre ospedali. I più tartassati sono soprattutto quelli che devono recarsi all’ospedale più volte al giorno per assistere i propri cari. E poco importa che la tariffa massima giornaliera sia di 4 euro. Una volta che s’alza la sbarra del pedaggio e ti lasci alle spalle il parcheggio, tornando a distanza di poche ore tocca pagare da capo e scucire altri soldi, ovvero 1 euro all’ora dalle 6 alle 22 mentre i primi 20 minuti di sosta sono gratuiti. In determinate situazioni, i budget familiari ne risentono. «Da dieci giorni - racconta Marilena - mio marito deve assistere la sorella malata, spendendo così finora 40 euro con la tariffa giornaliera: vi sembrano pochi di questi tempi? Per far cassa non c’è più rispetto per il dolore». Vero è che l’Apcoa Parking, a fronte di situazioni come queste, mette a disposizione abbonamenti settimanali da 20 euro.
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Poi c’è il momento del rimpianto, con la memoria dell’anziana signora Marilena che torna a «quando a Prato c’era l’ospedale vecchio, il “Misericordia e Dolce”, dove in orario di visite non si pagava e nemmeno di notte». Qui invece si paga anche per il “passo” diurno e serale: unica concessione, una finestra gratis fra le 19 e le 20 (a Pistoia invece dalle 12.30 alle 13.30), ben sapendo che l’orario di visite dei pazienti è fra le 18 e le 21. Così, da due settimane il tran tran quotidiano dall’ospedale per un figlio che da poco ha subito un intervento brucia discretamente sulle tasche del padre. Leonardo, napoletano, finora ha speso 60 euro per stare vicino al figlio. E gli va bene perché mettendosi d’accordo con il personale del reparto o comunque cercando di rimanere nella struttura il più a lungo possibile non deve tornare a casa. «Altrimenti, se dovessi uscire per rientrare successivamente dovrei pagare la tariffa da capo». Dovendo purtroppo frequentare tutti i giorni l’ospedale, ne ha viste di tutti i colori. Come quella volta quando una donna che, al momento di inserire il tagliando nella macchinetta, pensava di essersela cavata rientrando nei primi venti minuti di sosta gratis. «Ma poi – racconta Leonardo - ha ricevuto una telefonata e, tardando di qualche minuto, alla fine ha dovuto pagare 1 euro per andare via». Così, se si lascia l’auto in sosta per un’ora e cinque minuti si paga 2 euro: per cinque minuti in più fanno pagare un’ora intera. Fosse almeno a due passi dal centro storico, il parcheggio dell’ospedale.
E invece qui domina il paesaggio della periferia deserta di Galciana. «Come al Santa Chiara di Pisa: ma lì, data la posizione, ha un senso pagare. Ma i parcheggi degli ospedali lontani dal centro - osserva Luca - dovrebbero essere gratuiti». Ci s’avvicina all’ora del “passo” ma molti dei 1.200 posti auto sono ancora liberi. Da queste parti, non a caso, impazza la sosta selvaggia. Qualche furbetto non si fa problemi a lasciare la vettura anche nei posti gratuiti riservati ai malati di dialisi. Tutti i giorni fioccano multe e rimozioni. Ci s’arrangia, pur di non pagare quelle tariffe esose. Armandosi di pazienza e magari anche di scarpe comode, tanti scelgono il parcheggio gratuito a ridosso di via Foscolo che la vecchia amministrazione (giunta Cenni) fece costruire agli inizi del maggio scorso. Morale della favola: lì i 50 posti a disposizione su un piazzale sterrato dove si crea spesso fango sono sempre occupati. La camminata lungo il ciglio della strada non spaventa Dina. «Non esiste che per mezz’ora debba pagare 1 euro. Preferisco allungare. Ma chi deve venire tre volte al giorno come fa?».
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