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Buongiorno voterà la variante «Ok alla Darsena»

Buongiorno voterà la variante «Ok alla Darsena»

Direttivo e consiglieri: il nostro sì per senso di responsabilità ma non sia il Cavallo di Troia per speculazioni e furberie

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LIVORNO. «Voteremo sì alla variante anticipatrice per senso di responsabilità e per poter continuare a incidere sul futuro del progetto, la cui attuazione crediamo richieda un'attenta sorveglianza ed alcune significative modifiche». Ecco così che Buongiorno Livorno, terza forza politica della città, scopre le carte e dice chiaramente che voterà la variante anticipatrice necessaria all'approvazione del Piano regolatore del porto.

Dopo quella che viene definita una «intensa opera di approfondimento», direttivo e gruppo consiliare intervengono all’unisono per dire che Livorno «ha bisogno di un nuovo Piano regolatore portuale per adeguare le infrastrutture ai nuovi traffici anche attraverso la costruzione di una nuova piattaforma logistica, la cosiddetta Darsena Europa in versione light, che nel breve periodo può smuovere investimenti consistenti e aprire il nostro scalo a nuovi vettori». Ma con un altolà a «vaste aree destinate a strutture commerciali e residenziali»: se realizzate «nella massima configurazione prevista» sarebbero un attacco speculativo. Dunque, guai se l’esigenza di far decollare l’espansione del porto diventasse «il Cavallo di Troia di speculazioni e interessi privati non armonizzabili all'interesse collettivo».

“Darsena light”: ma cosa significa? Contattato dal Tirreno, il capogruppo Andrea Raspanti indica la «prima parte del faraonico progetto della Piattaforma Europa, la parte che vale 650 milioni di euro». Cioè il progetto adottato dall'Authority già nel 2013, che negli ultimi giorni (seppur accostato all'aggettivo "light") ha incassato anche l’ok del sindaco Filippo Nogarin. Tutti d'accordo quindi? Ancora no, perché se in consiglio tutte le opposizioni (dal Pd a Fi) stanno spingendo per il varo del piano del porto, c'è da capire come voterà il gruppo di maggioranza, quello a Cinque Stelle, che ha espresso moltissimi dubbi sia sulla variante del Comune che sul Prp.

Intanto il piano del porto incassa l'ok di Buongiorno. Certo non senza perplessità, criticità e qualche polemica politica contro «gli entusiastici sbandieramenti di buona parte» del mondo politico e sindacale cittadino e regionale: «I soldi oggi sbandierati come già nostri - chiosano da Bl - saranno destinati a chi riesca a presentare un piano veramente credibile di Accordo di programma per lo sviluppo futuro di Livorno, non sono del ri-candidato Rossi e non sono nemmeno scontati, viste le incertezze che il Piano Juncker rende evidenti».

Per Buongiorno si parla di «uno strumento di prospettiva e non un progetto operativo immediato»: per «un governo lungimirante» c’è «la possibilità di attuarlo in modo sostenibile, compatibile economicamente con le risorse da recuperare, nonché partecipato dalla cittadinanza».

E sul toto-Authority? Il direttivo e il gruppo consiliare non entrano nel merito dei nomi: «Ci interessa prima di tutto il mandato politico che il nuovo presidente avrà».

Da qui il salto al Piano strutturale comunale, di cui non si è più sentito parlare. «E' un dibattito urgentissimo, da cui dovranno arrivare risposte importanti sul futuro utilizzo e sviluppo di aree come la Fortezza Vecchia, il sistema dei fossi e la Bellana, nonché sulla delocalizzazione del Rivellino, perché senza lo spostamento del depuratore non è possibile recuperare in chiave turistica il Forte San Pietro».

I “buongiornisti” chiedono «una migliore efficienza del lavoro portuale, con uno stop convinto alle deregolamentazioni che scaricano i costi della concorrenza sulle spalle dei lavoratori» e in una logistica «fortemente telematizzata»; serve una «riconversione ecologica delle fonti energetiche. Insomma, c’è bisogno di una Carta per Livorno in nome di «un nuovo modello di sviluppo per la nostra città chiudendo il capitolo di una concezione novecentesca senza prospettive che non può e non deve essere rilanciata dall'Accordo di programma».

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