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Bacino nel Prg, al via la raccolta di firme di riparatori e Ugl
LIVORNO. La voce dei riparatori navali si alza dalla sede dell’Ugl livornese per intervenire nel dibattito sulla variante anticipatrice per il Prg del porto: chiedono che venga riaperto il bacino...
LIVORNO. La voce dei riparatori navali si alza dalla sede dell’Ugl livornese per intervenire nel dibattito sulla variante anticipatrice per il Prg del porto: chiedono che venga riaperto il bacino per riparare le grandi navi. Presenteranno al Consiglio comunale una delibera popolare in cui «si propongono – spiega Andrea Romiti, portavoce del comitato richiedente – di fare alcune modifiche sulla variante, così da garantire le riparazioni navali». Occorrono come minimo 500 firme, la raccolta partirà venerdì 20 in via Grande angolo via del Giglio.
I tempi, secondo i promotori dell’iniziativa, non dovrebbero essere un problema: «Il primo marzo – dice Romiti – presenteremo in Comune la nostra proposta con le firme necessarie, così da essere discussa quando ci sarà la votazione sulla variante in Consiglio Comunale».
Nel comitato (composto da lavoratori e imprenditori del settore, ma anche da disoccupati) si dicono fiduciosi che la delibera riceverà voto positivo: «Il sindaco – riprende Romiti – in campagna elettorale si era detto a favore delle riparazioni navali, se la variante rimarrà così non manterrà le sue promesse». Ok, ma modificare la variante non vuol dire perdere altro tempo? Romiti minimizza: «Proponiamo solo di modificare qualche parola (però fondamentale) di alcuni articoli del piano strutturale e del regolamento urbanistico. Al massimo di tre mesi in più». «Come è possibile –domanda Gaetano Barrella, segretario Ugl – avere uno dei bacini più grandi del Mediterraneo, finanziato con fondi pubblici, e non aprirlo alle riparazioni navali?». E l’imprenditore Massimo Luciani afferma: «A dicembre avevamo proposto con Capitol un piano investimenti di 25 milioni di euro, il sindaco ci ha detto che siamo arrivati con 15 anni di ritardo».
Da segnalare che le firme verranno raccolte anche a Collesalvetti: «C’è bisogno di lavoro nel territorio», affermano Claudio Mattolini e Alessio Foglia, usciti dal Meet-up 5 Stelle colligiano «perché non si occupava adeguatamente delle problematiche sull’occupazione».
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