Il Tirreno

Livorno

Nogarin: «Per ora i soldi del progetto non ci sono»

di Juna Goti

In consiglio il sindaco pone dubbi sui finanziamenti, ma annuncia l’intesa con la Regione sui tempi della Variante: voto entro il 15 marzo. M5S in silenzio

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LIVORNO. Entro il 15 marzo il consiglio comunale voterà la variante anticipatrice al piano strutturale necessaria per l’approvazione del Piano regolatore portuale. Il sindaco lo ha annunciato ieri in consiglio, rendendo noto che dopo una serie di contatti con la Regione c'è stato un «accomodamento» di date: «Per il 17 febbraio è prevista la delibera di giunta sulle osservazioni alla variante, insieme a quella sulla Vas (la Valutazione ambientale). Per il 23 febbraio sarà convocata la conferenza tecnica. Quindi, entro il 2 marzo, la firma dell'accordo di pianificazione tra e enti ed entro il 15 marzo il consiglio per la ratifica dell'accordo, le controdeduzioni e l'approvazione della variante». Un passo avanti importante, considerando che l'ultimo consiglio regionale utile per il varo del Prp sarà quello del 24 marzo, poi inizierà il periodo bianco in vista delle elezioni.

Le parole di Filippo Nogarin fanno pensare che la giunta non voglia mettere i bastoni tra le ruote del Prp. «Insieme al gruppo a 5 Stelle – aggiunge a margine – abbiamo avviato un percorso di conoscenza, non di bocciatura del Prp, e il gruppo ha messo in evidenza una serie di problemi che peraltro non hanno ancora avuto risposta». Significa che alla fine i grillini approveranno o no? Questo Nogarin non lo dice. Ed è singolare che ieri il gruppo di maggioranza sia rimasto in silenzio: nessun intervento, né sul Prp né sul nome di Nicoletta Batini.

Per la prima volta, infatti, Nogarin ha pronunciato in consiglio il nome di Batini come candidata del Comune all’Authority. La prima a reagire è stata Elisa Amato (Fi): «La legge dice che serve una persona con esperienza massima e comprovata in ambito portuale, aspetti che si ritrovano in Gallanti e Guerrieri. Non conosco la Batini, ma mi auguro che il sindaco abbia preso in considerazione tutte le caratteristiche previste dalla norma».

Ecco invece cosa dice Marco Martelli, del Pd (area Bolognesi, la stessa che fece il nome di Batini come candidata sindaco): «Mi ha sorpreso favorevolmente il nome di Batini, persona stimabile e figura innovativa. Ma non capisco come sia conciliabile con l'atto di indirizzo del gruppo di maggioranza». Il riferimento è all’atto dei Cinque Stelle in cui si chiedeva di correggere il Prp in materia di bacini e Darsena Europa. Piega in cui mette il dito anche Jari De Filicaia (Pd): «Sul profilo e sulla preparazione di Batini non ci sono dubbi, ma come si conciliano le parole che ha detto pubblicamente (ovvero che si deve andare avanti col Prp) rispetto al percorso fatto dalla maggioranza? Se avete cambiato idea bene. Anche perché, diciamo la verità: non esiste una versione "light" del Prp o della Darsena Europa, come l’ha chiamata il sindaco: le tappe sono nero su bianco dal 2012. La versione "light" altro non è che la prima parte del progetto della piattaforma Europa, che vale 650 milioni: primo step terminal contenitori, poi Darsena petroli e terminal ro-ro». Prima fase che ha ricevuto l’ok dalla Batini stessa.

«Sarà utile che la Batini venga a chiarire meglio», dice Marco Cannito (Città Diversa). Mentre Andrea Raspanti chiede «quale sarà il mandato politico per il nuovo presidente». Nogarin risponde così al Pd: «Batini è perfettamente compatibile con l'atto di indirizzo. Abbiamo voluto indicare una persona che sapesse attingere a fondi extraterritoriali ed extragovernativi». Anche perché, dice, «a oggi, ai tavoli con il governo, da parte del ministero delle infrastrutture non c'è ancora un impegno concreto neanche per un euro. Vogliono inserire la Darsena Europa nell'accordo di programma per il rilancio di Livorno? Bene, però prima ci dicano chiaramente con quali soldi e ricadute occupazionali».

Concetto espresso poco prima anche su Facebook, dove il sindaco ha paragonato Batini al mago Babalù della storiella del re e dell'erba voglio: in lungo post ha scritto che, al di là della disponibilità della Regione a mettere 170 milioni sulla Darsena Europa, «non è ancora stato individuato il nome di un privato disposto a staccare un assegno di 150 milioni» e quanto all’Authority, «aprendo la sezione "copertura finanziaria" del progetto si scopre che dei suoi 170 milioni (da chiedere come mutuo) viene indicata la cifra di 120 milioni». Ma il sindaco cosa intende per “Darsena light”? In consiglio non lo dice. A margine dice di partire dalle vasche di colmata fino ad arrivare anche al progetto da 650 milioni, ma per step e se ci sono i soldi.

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