La protesta
Missione compiuta: la navicella è a bordo
Il super rimorchiatore Nos Aries dei Neri ha portato a termine l’operazione spaziale nell’Oceano Pacifico
LIVORNO. Missione compiuta per il supply vessel "Nos Aires" del gruppo Neri che aveva il compito di andare nel mezzo dell'Oceano Pacifico a recuperare la navicella spaziale IXV, il veicolo lanciato nel cosmo dall'Agenzia spaziale europea dalla base di Kourou nella Guyana francese per ricadere circa cento minuti più tardi nel bel mezzo dell'oceano, lontano quanto più possibile dalle rotte sia aeree che marittime ma anche da isolotti e atolli. A quindici giorni di navigazione da Panama in direzione ovest: proprio da Panama il battello dell'azienda livornese era partito il 25 gennaio scorso. Una volta ammarata, la navicella è stata "circondata" da una équipe di sommozzatori e poi tramite gru issata a bordo del "Nos Aires".
Se è dunque vero che annaspa l'industria che è stata la spina dorsale dell'economia della nostra città salta agli occhi ormai che Livorno si è inventata una nicchia entrata in orbita nel cosmo. Dopo le missioni della Kayser con gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale e dopo la crescita di Toscana Spazio, la santa alleanza delle piccole imprese aerospaziali, che ha così forti radici labroniche, ecco che un altro tassello si aggiunge a questa Livorno fra le stelle: il gruppo Neri ha ampliato la tradizionale specializzazione del recupero navale in cui è attivo da lungo tempo ed è entrato nel pool di imprese che hanno sostenuto la sperimentazione dell'Agenzia spaziale europea.
Qualcosa di ben diverso da un fiore all'occhiello per l'industria aerospaziale del Vecchio Continente: è semmai il tentativo di rendersi autonomi rispetto ai colossi dell'aerospazio, che si tratti degli americani o dei russi. La sperimentazione con il veicolo Ixv mira a mettere a punto nuove modalità di rientro in atmosferia: se gli Usa puntano all'utilizzo di Shuttle che atterrano praticamente come aerei su piste mentre invece i russi preferiscono il rientro mediante capsule da recuperare in mare, l'Europa sembra orientata a un mix fra le due modalità. Tradotto: rientro in mare almeno per ora ma collaudando "flap" che potrebbero in futuro far immaginare un atterraggio tipo aereo.
Il successo della missione Ixv viene visto come un ulteriore passo del sistema aerospaziale europeo in direzione di una maggiore capacità di reggere il confronto con le "grandi potenze" dell'aerospazio: e le imprese italiane, incluso il gruppo Neri, sono dentro questa prosettiva di sviluppo.
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