Gioco
Le categorie economiche alla Regione: intervenga se il Comune frena
Cna, Confindustria, Asamar, Spedimar, Legacoop, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti e e Confartigianato. Ci sono le firme di tutte le categorie economiche livornesi nella...
Cna, Confindustria, Asamar, Spedimar, Legacoop, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti e e Confartigianato. Ci sono le firme di tutte le categorie economiche livornesi nella lettera inviata alla Regione Toscana per chiedere di “procedere in modo rapido ed incisivo nell'iter per l'approvazione del Piano Regolatore Portuale del porto di Livorno”.
Una presa di posizione forte, che unisce tutto il mondo imprenditoriale - non solo specifico del porto, ma anche del commercio, del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura - che va oltre alla richiesta di una semplice sollecitazione politica, ma che chiede esplicitamente all’amministrazione guidata dal governatore Rossi di sostituirsi all’amministrazione comunale di cui le forze economiche cittadine evidenziano “l’inerzia”.
«Non intendiamo assolutamente subire ulteriori incertezze e titubanze, che rischiano di vanificare l'esito di un percorso che proprio la politica ha già reso lungo 60 anni - sottolineano le associazioni di categoria -. Per questo chiediamo alla Regione di espletare ogni atto necessario in tal senso. La giunta regionale - si legge in un documento con le firme congiunte delle 11 categorie economiche - può e deve ai sensi della legge regionale, adottare o approvare gli atti di adeguamento degli strumenti comunali».
«La responsabilità sociale impone di non mettere a rischio le straordinarie condizioni attualmente presenti per ottenere un Accordo di Programma che consenta un consolidamento ed uno sviluppo dell'intero comparto marittimo-portuale, in analogia di ciò che sta già accadendo a Piombino», aggiungono le categorie economiche livornesi.
Poi un messaggio all’amministrazione Nogarin e alla sua maggioranza: «La verifica e la discussione politica sono atti legittimi e doverosi: i pregiudizi certamente no.
Da una crisi profonda come quella dell'economia livornese, può adesso nascere una opportunità di rilancio: è l'ora di supportare tutti insieme questa opportunità.
Il Comune di Livorno può giocare un ruolo di guida in questo percorso e le scriventi organizzazioni se lo auspicano ancora: ma se così non sarà, la Regione proceda speditamente nell'interesse generale dell'economia e dell'occupazione».
(g.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
