Il Tirreno

Livorno

In tre per guidare il porto

di Giulio Corsi

Il ministro Lupi (con Rossi) dovrà scegliere tra Gallanti, Guerrieri e Batini

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LIVORNO. Si è preso una notte di riflessione, il presidente della Provincia Alessandro Franchi. Poi, ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, ha ufficializzato la sua scelta, che alla fine è una conferma: Giuliano Gallanti.

E’ l’attuale numero uno del porto il candidato che palazzo Granducale proporrà al ministro Lupi per la nuova presidenza dell’Authority. Una nomina all’insegna della continuità, che si porta dietro almeno due significati. Il primo: un giudizio positivo sulla recente gestione del nostro scalo, che evidenzia il contrasto di visioni con i dirimpettai di Palazzo Civico, ancor di più dopo le parole di Nicoletta Batini, candidata di Nogarin, che due giorni fa ha definito “sedicenti esperti” gli attuali vertici del porto e “fallimentari” i risultati da essi ottenuti. Il secondo significato: la necessità di non interrompere neanche per un giorno il percorso intrapreso nella riorganizzazione delle banchine, a partire dal piano regolatore e dalla Darsena Europa, fino alla questione dei bacini di carenaggio e al processo di privatizzazione di Porto 2000.

Tre nomi in corsa. Adesso i quattro enti che hanno ricevuto la lettera del ministro dei trasporti per presentare ognuno il proprio ventaglio di nomi, hanno concluso il loro compito. La Camera di Commercio ha puntato sul commissario del porto di Piombino Luciano Guerrieri, il Comune di Livorno sull’economista Nicoletta Batini, la Provincia ha proposto la conferma di Gallanti e il Comune di Capraia è l’unico ente che ha deciso di fare due nomination. «Lunedì mattina invierò a Lupi la lettera di risposta alla sua richiesta con i nomi di Guerrieri e Gallanti», spiegava ieri pomeriggio al Tirreno il sindaco isolano Gaetano Guarente. Non senza sottolineare con un pizzico di polemica l’assoluta mancanza di concertazione tra gli enti interessati: «Sembrava che tutti dovessero convocare un incontro per confrontarsi e cercare una soluzione comune e invece di incontri non ce n’è stato nemmeno uno».

Il dubbio Collesalvetti. In teoria mancherebbe ancora la nomina da parte del Comune di Collesalvetti, ma a questo giro l’amministrazione colligiana potrebbe restar fuori dai giochi. Il decreto che ha dato il via libera all’entrata di Colle in comitato portuale è infatti ancora in attesa di essere pubblicato e non è un caso che ad oggi il sindaco Bacci non abbia ricevuto la richiesta della terna da parte del ministro. Se arriverà, Bacci ha fatto capire a più riprese - l’ultima volta, martedì scorso, intervenendo in consiglio provinciale - di essere anch’esso orientato su Gallanti e Guerrieri. Dunque la rosa dei candidati non sembra destinata a mutare.

Ora tocca al governo (e alla Regione). A questo punto la palla passa nelle mani del ministro Lupi e del presidente della Regione Rossi. L’articolo 8 della legge 84 che 21 anni fa istituì le Autorità Portuali parla chiaro: “Il presidente è nominato, previa intesa con la regione interessata, con decreto del Ministro dei trasporti” nell’ambito della terna indicata dai Comuni ricadenti nel territorio del porto, dalla Provincia e dalla Camera di Commercio. Il placet del governatore Rossi è insomma fondamentale nella scelta del ministero. Al punto che qualora non ci sia intesa tra Lupi e Rossi, il ministro dovrà scegliere all’interno di una nuova terna proposta dalla stessa Regione.

L’analisi dei curriculum. Il primo passo che farà il ministero sarà valutare se il curriculum da economista della Batini è in grado di soddisfare la richiesta della legge di “esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale”, anche per evitare il ripetersi del caso Massidda, ex presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari che il Consiglio di Stato (sentenza confermata dalla Cassazione lo scorso dicembre) ha bocciato ritenendolo “sprovvisto dei titoli necessari per la nomina a presidente dell’ente” e reputando non sufficiente un periodo vissuto in commissione trasporti del Senato.

La partita politica. Dopo questo passaggio tecnico, la partita sarà prettamente politica. In questa corsa per la guida di Palazzo Rosciano i favoriti - ma non si sa mai... - sembrano essere Gallanti e Guerrieri, e non solo perché hanno raccolto entrambi un doppio sostegno, ma soprattutto perché rappresentano la garanzia che lo sviluppo del porto scritto nell’attuale Prp sarà rispettato come auspicato a più riprese dal governatore Rossi in nome del rilancio dell’economia livornese, dai sindacati e ancora ieri in un duro documento congiunto da 11 diverse categorie economiche cittadine (lo raccontiamo a fianco). E non è escluso che entrambi alla fine possano ritrovarsi al timone del porto. E’ assodato infatti che il ministro intenda nominare un commissario per almeno 6 mesi (ma potrebbero essere anche 12 o 18), in attesa di completare la riforma dei porti e l’accorpamento delle Autorità Portuali: in questo caso l’ipotesi che Lupi e Rossi nominino Gallanti commissario e tra un anno, un anno e mezzo Guerrieri presidente di una super-Authority Livorno-Piombino sembra credibile. L’attuale presidente avrebbe il compito di portare a termine il lavoro iniziato nel 2011, chiudendo le tante partite aperte e ben avviate: nuova zonizzazione del porto secondo i criteri fissati dal piano regolatore, trasformazione di Porto 2000 in società a maggioranza privata, conclusione dell’iter di finanziamento e inizio dei lavori della Darsena Europa, affidamento e riattivazione dei bacini di carenaggio per navi di piccole e medie dimensioni. Gallanti traghetterebbe così un porto già riorganizzato nelle mani di Guerrieri, il quale - forte dell’appoggio delle categorie economiche evidenziato nel voto quasi unanime della giunta camerale - si ritroverebbe al timone dell’Authority proprio nel momento in cui da palazzo Rosciano si decideranno anche le sorti delle banchine piombinesi ed elbane.

La scelta di Franchi di puntare solo su Gallanti in questo senso sarebbe strategica. Tra l’altro la carta del presidente della Provincia è l’unica calata da un esponente del Pd ed è un motivo in più perché il governatore Rossi la confermi nel momento in cui dovrà raggiungere l’intesa col ministro.

L’outsider. E la Batini? Rappresenta l’outsider: la sua vicinanza un anno fa al Pd (a Livorno con l’ala della Bolognesi, a livello nazionale con l’ala renziana) e il suo essere tuttora ben vista da parte dei dem potrebbero essere carte interessanti nella sua manica, così come il suo attuale incarico ministeriale e la sua età. Ma, come detto, la partita si giocherà soprattutto sull’idea di sviluppo del porto e sulle garanzie di continuità rispetto a un percorso discusso, deciso e avviato nell’ultimo decennio, e in questo senso il suo essere candidata dall’amministrazione M5S in seguito ad un atto di indirizzo ispirato alla chiara rottura rispetto a quel percorso non pare giocare a suo favore, ma le recenti dichiarazioni in cui Batini ha detto di voler approvare il Prp e realizzare la prima fase della Darsena Europa potrebbero scompaginare i pronostici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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